lunedì 7 giugno 2010
AZIENDA ed E-BUSINESS
Dal 1995 in poi la combinazione delle tecnologie di comunicazione, l’aumento della potenza di calcolo e della capacità di memorizzazione hanno favorito non solo uno sviluppo di tutte le precedenti tecnologie, ma soprattutto un loro sfruttamento integrato che sta permettendo di automatizzare tutte le attività aziendali.
Basti pensare che l’utilizzo di Internet dal 1965 al 1995 era limitato a pochi utenti, che la posta elettronica, già esistente negli anni’70, era limitata all’invio e alla ricezione dei messaggi (senza allegati) e poteva collegare solo poche persone dotate di terminali.
Attualmente le ICT hanno un altissimo potenziale, non solo per migliorare efficacia ed efficienza dei processi aziendali ma anche per influenzare cambiamenti radicali nell’offerta di prodotti e servizi e nella strategia.
° E-Business
Si riferisce genericamente a tutte le attività di interesse economico che possono svolgersi attraverso Internet e altre reti telematiche.
Lo sviluppo delle reti e la maggiore diffusione di Internet, tanto nell’industria quanto tra i semplici cittadini, hanno portato le aziende a rivedere ed estendere il proprio modo di operare dal punto di vista informatico.
Le applicazioni di E-Business hanno permesso di rivoluzionare i modelli strategici e operativi delle aziende e hanno modificato profondamente il comportamento delle persone coinvolte nei diversi ruoli aziendali quanto le relazioni tra l’azienda e i suoi clienti, fornitori e partner.
Con l’avvento di Internet è cambiato anche il modo di lavorare. Le distanze, infatti, si sono in certi casi ridotte e perciò non è più tanto importante dove un’attività è svolta, inoltre anche il tempo si è spesso ridotto poiché vi è la possibilità di interagire istantaneamente 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana.
° Intranet
Quando su una rete aziendale locale vengono impiegati i protocolli Internet, senza però aprirla completamente al resto del mondo, si parla di Intranet.
La caratteristica di Intranet consiste nella limitazione dell’accesso ai siti aziendali (attraverso apparecchiature e software particolari detti firewall) alle sole persone abilitate (personale dipendente ed altri equiparati secondo regole aziendali).
Di particolare interesse sono le applicazioni che, attraverso una intranet, permettono l’accesso a datawarehouse per il controllo direzionale (EIS) e il supporto decisionale (DSS), applicazioni di controllo del workflow o di esecuzione di transazioni sul sistema informativo aziendale, alla condivisione di documenti e di informazioni per il lavoro collaborativo di gruppo (groupware) e per una migliore gestione della conoscenza (knowledge management).
° Extranet
Per le extranet vengono usati gli stessi protocolli di Internet. Ciò che distingue un’extranet da un’intranet è l’abilitazione di accedere a certe informazioni e applicazioni presenti nell’intranet aziendale, anche per eseguire transazioni complesse delicate.
Le applicazioni aziendali vengono organizzate in:
° Front-Office, è costituito da un insieme di servizi di collegamento con il mondo esterno all’azienda, dedicati essenzialmente a raccogliere e fornire informazioni.
Il collegamento tramite operatore può avvenire attraverso un call-center oppure attraverso il sito web dell’azienda ad accesso libero per visualizzare informazioni pubbliche o ad accesso controllato tramite user-id e password, per fornire dati e informazioni personalizzate.
° Back-Office, è costituito dall’insieme dei sistemi informativi aziendali e dalle applicazioni di rete gestite dai Web server aziendali.
° Middle-System, è l’anello di collegamento tra l’esterno (front-office) e i sistemi interni all’azienda (back-office). In esso si situano i sistemi di Datawarehouse, finalizzati alla veloce interrogazione dei dati del back-office e all’applicazione di modelli di analisi e previsione (data-mining).
° Il Controllo Direzionale
Per facilitare la comunicazione tra i ruoli e il conseguente coordinamento dei processi aziendali esistono appositi strumenti informatici, descritti qui di seguito:
° Datawarehouse, è progettato per avere a disposizione informazioni di sintesi e di dettaglio estratte dalle diverse basi di dati aziendali e organizzate in modo da facilitarne la ricerca e l’inclusione in modelli decisionali.
I dati vengono inseriti in modo programmato tramite i sistemi informativi aziendali nel datawarehouse, ai quali si può accedere attraverso maschere e applicazioni di ricerca, visualizzazione, esportazione e stampa.
° Data Mining, sta assumendo il ruolo di interprete dei comportamenti aziendali per estrapolarli nel tempo e per aiutare quindi a prendere più corrette decisioni.
° DSS (Decision Support System), sono applicazioni costituite da un’interfaccia utente adatta per gestire un insieme di modelli e metodi e opportune basi di dati.
° EIS (Executive Information System), è uno strumento che fornisce l’accesso ad informazioni rilevanti e utili secondo modalità semplici e tempestive di navigazione tra livelli diversi di sintesi e dettaglio.
Attraverso l’elaborazione dei dati, l’EIS permette di calcolare indicatori e report di controllo direzionale ed operativo.
° Applicazioni di E-Business
° CRM (Customer Relationship Management) significa gestire la relazione con il cliente allo scopo di:
- aumentare i livelli di soddisfazione del cliente;
- utilizzare i dati relativi al cliente per aumentare le vendite;
- aumentare la qualità dei dati relativi al cliente;
- approfondire la conoscenza del cliente;
- automatizzare le relazioni con applicazioni integrate tra loro e con il sistema informativo aziendale.
Il CRM è quindi un sistema di applicazioni per acquisire dall’esterno, attraverso i contatti e dall’interno, attraverso le transazioni che il cliente attiva con l’azienda una quantità finalizzata e organizzata di dati da utilizzare sia in tempo reale per rispondere ai quesiti che in tempi differiti per organizzare azioni promozionali mirate per specifici gruppi o comunità fino all’azione personalizzata sul singolo cliente.
° SCM (Supply Chain Management) rappresenta la gestione del collegamento logistico strategico tra consumatore finale e i fornitori. La SCM è la sequenza di funzioni necessaria ad accettare l’ordine dei clienti, produrre il prodotto richiesto e consegnarlo. Inoltre esso è il processo che ottimizza le attività interne di un’azienda e le sue interazioni con fornitori e clienti.
° CALL CENTER è un servizio che centralizza le chiamate in ricezione e gestisce quelle in uscita con integrazione verso il sistema informativo e i database aziendali.
Ad un Call Center sono normalmente necessarie due strutture di gestione delle chiamate:
- una costituita da operatori che rispondono in tempo reale o differito ai clienti;
- l’altra costituita da applicativi software di accesso e visualizzazione di dati aziendali o di accettazione di transazioni oppure di risposta automatica a domande strutturate.
martedì 18 maggio 2010
LA SICUREZZA DEL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE
Crittografia
Il problema della sicurezza, divenuto di notevole importanza negli ultimi tempi, ha trovato soluzione nella crittografia, che consiste nell’applicazione di particolari tecniche che permettono di trasformare il messaggio da trasmettere in un testo cifrato, che risulti incomprensibile a chiunque eccetto il legittimo destinatario.
Il processo di trasformazione del testo in chiaro in un testo cifrato viene chiamato criptazione, il processo inverso decrittazione o decifrazione. Entrambi i processi si basano su un codice particolare, detto chiave.
Crittografia a chiave privata
È chiamata anche crittografia tradizionale, perché risale ai tempi di Giulio Cesare. Questo sistema crittografico, chiamato anche simmetrico, utilizza una sola chiave. Il mittente del messaggio lo cripterà con la propria chiave privata e lo invierà al destinatario, che già conosce quella chiave, e che potrà quindi decifrarlo.
Questo sistema di crittografia presenta però alcuni inconvenienti:
1. sia chi invia sia chi riceve conosce la chiave, che quindi diventa fissa e facilmente individuabile;
2. la chiave potrebbe cambiare da messaggio a messaggio ed essere inviata al destinatario, però è necessario che la trasmissione della chiave crittografica avvenga preliminarmente all’invio del messaggio e soprattutto attraverso un canale sicuro;
3. si presenta la necessità di generare un numero molto elevato di chiavi quando il numero dei possibili trasmettitori di messaggi aumenta.
Crittografia a chiave pubblica
La crittografia a chiave pubblica permette di comunicare senza dover ricercare percorsi segreti per trasmettere le chiavi. In questo tipo di crittografia, ad ogni utente vengono assegnate due chiavi, diverse ma complementari: una chiave pubblica ed una privata.
Ogni chiave mette in chiaro il messaggio che l’altra chiave ha codificato, ma il processo non è reversibile: la chiave usata per cifrare un messaggio non può essere utilizzata per decrittarlo. In questo modo, la chiave pubblica può essere disseminata ovunque ed è disponibile all’interno di un apposito archivio on-line, mentre la chiave privata è conservata solo dal suo proprietario.
Per spedire un messaggio ad un determinato soggetto è necessario procurarsi la chiave pubblica e criptare il messaggio con essa; solo il destinatario potrà decifrare il messaggio con la propria chiave privata.
Tecnica mista
Gli inconvenienti della crittografia a chiave pubblica sono:
1. la relativa lentezza delle elaborazioni matematiche nelle operazioni di crittazione/decrittazione rende poco pratica la codifica di messaggi di grandi dimensioni;
2. il possibile vuoto nella cifrazione di alcune strutture dei messaggi rende più facile risalire al testo in chiaro.
Per queste ragioni esistono alcune varianti della crittografia a chiave pubblica che permettono di utilizzarla soltanto per la funzione ridotta dello scambio della chiave simmetrica.
Perché un sistema crittografico sia il più possibile sicuro, le chiavi devono essere numeri veramente casuali, e quindi assolutamente prevedibili.
Questo perché nel caso dell’uso di chiavi simmetriche, affinché non sia possibile decifrare i messaggi successivi di uno stesso mittente, è necessario che egli cambi chiave per ogni nuovo messaggio.
Certificazione
Il solo metodo per prevenire la sostituzione delle chiavi originali con delle chiavi false è di avere in qualche maniera la conferma che la chiave pubblica usata da un utente sia veramente sua.
Una soluzione è quella di conferire a una terza parte affidabile il compito di verificare e certificare le chiavi: si parla dunque di certificazione digitale.
La firma digitale è una ulteriore informazione che viene aggiunta ad un documento informatico al fine di certificarne l’integrità e la provenienza.
Il processo di firma digitale richiede che l’utente effettui una serie di operazioni preliminari:
1. la registrazione dell’utente presso un’autorità di certificazione;
2. la generazione di una coppia di chiavi (una pubblica e una privata);
3. la certificazione della chiave pubblica;
4. la registrazione della chiave privata.
Per apporre la firma si devono effettuare tre operazioni:
1. generazione dell’impronta del documento;
2. generazione della firma mediante cifratura dell’impronta;
3. apposizione della firma al documento.
LA NASCITA DI INTERNET
Nel 1958 il Governo degli Stati Uniti decise di creare un istituto di ricerca. L'istituto venne denominato ARPA (acronimo di Advanced Research Projects Agency) e il suo compito era ambizioso: cercare una soluzione alle problematiche legate alla sicurezza nella rete di comunicazioni.
ARPANET, rete dell’agenzia dei progetti di ricerca avanzata, venne studiata e realizzata nel 1969 dal DARPA, l'agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare. Si tratta della forma per così dire embrionale dalla quale poi nel 1983 nascerà Internet.
Arpanet fu pensata per scopi militari statunitensi durante la Guerra Fredda, ma paradossalmente ne nascerà uno dei più grandi progetti civili: una rete globale che collegherà tutta la Terra.
Per tutti gli anni Settanta ARPAnet continuò a svilupparsi in ambito universitario e governativo, ma dal 1974, con l'avvento dello standard di trasmissione TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol), il progetto della rete prese ad essere denominato Internet.
Il TCP/IP è un insieme di protocolli standard che invia e riceve i dati per la rete, indirizza le richieste e le risposte, gestisce e verifica i flussi di comunicazione. Ogni computer se vuole connettersi deve parlare TCP/IP che permette la connessione bidirezionale fra due nodi. Il TCP (Transmission Control Protocol) è utilizzato per le comunicazioni, suddivide i dati in più pacchetti e verifica che raggiungano la destinazione e li riassembla al nodo ricevente ricostruendo il formato originale.
L IP(internet protocol) impacchetta e indirizza i dati definendone il numero, la rete gestisce il pacchetto e lo invia a destinazione.
È negli anni ottanta, grazie all'avvento dei personal computer, che un primo grande impulso alla diffusione della rete al di fuori degli ambiti più istituzionali e accademici ebbe il suo successo, rendendo di fatto potenzialmente collegabili centinaia di migliaia di utenti. Fu così che gli "utenti" istituzionali e militari cominciarono a rendere partecipi alla rete i membri della comunità scientifica che iniziarono così a scambiarsi informazioni e dati, ma anche messaggi estemporanei ed a coinvolgere, a loro volta, altri "utenti" comuni. Nacque in questo modo, spontaneamente, l'e-mail, la posta elettronica, i primi newsgroup e di fatto una rete: Internet.
Nel 1983 ARPA esaurì il suo scopo: lo stato chiuse l'erogazione di fondi pubblici, la sezione militare si isolò, necessitando di segretezza assoluta a protezione delle proprie informazioni. Con il passare del tempo, l'esercito si disinteressò sempre più del progetto (fino ad abbandonarlo nel 1990), che rimase sotto il pieno controllo delle università, diventando un utile strumento per scambiare le conoscenze scientifiche e per comunicare.
In seguito, nei primi anni novanta, con i primi tentativi di sfruttamento commerciale, grazie a una serie di servizi da essa offerti, ebbe inizio il vero boom di Internet, e negli stessi anni nacque una nuova architettura capace di semplificare enormemente la navigazione: il World Wide Web.
Si tratta di un sistema che permette la condivisione di informazioni utilizzando internet come infrastruttura di comunicazione. È un sistema dinamico, multimediale e flessibile basato su un’architettura client-server che utilizza il protocollo http. Il client-server è un sistema di elaborazione distribuito nel quale le informazioni principali sono registrate nei nodi server mentre i dati sono memorizzati nei nodi client dove servono. Per poter accedere ai dati il client deve fare richiesta al server il quale verifica l’accettabilità della richiesta stessa, le autorizzazioni e individua il luogo dove sono fisicamente memorizzati i dati in questione. L’http (hypertext transfer protocol) è un protocollo che permette di stabilire una connessione tra due computer per scambiarsi pagine ipertestuali basato sul modello client-server è un meccanismo di richiesta/risposta il client esegue una richiesta ed il server restituisce la risposta. Nell'uso comune il client corrisponde al browser ed il server al sito web.
ARPANET fu la prima rete a commutazione di pacchetto del mondo.
La commutazione di pacchetto, ora base dominante della tecnologia usata per il trasferimento di voce e dati in tutto il mondo, era un concetto nuovo e importante nelle telecomunicazioni. Mediante questa tecnica, i messaggi e le informazioni vengono suddivisi in pacchetti di lunghezza fissa e ogni singolo pacchetto diventa un'unità a sé stante, capace di viaggiare sulla rete in modo completamente autonomo. Non è importante che tutti i pacchetti che compongono un determinato messaggio rimangano uniti durante il percorso o arrivino nella sequenza giusta. Le informazioni che essi convogliano al loro interno sono sufficienti per ricostruire, una volta arrivati a destinazione, l'esatto messaggio originale.
La sostanziale differenza con Internet è che quest'ultima si compone di migliaia di singole reti, ciascuna che raccoglie a sua volta un numero più o meno grande di host. Si tratta di un mondo in continua trasformazione, ma nel suo insieme lo spazio Internet è sempre disponibile e la sua esistenza non dipende dall'iniziativa di una singola azienda oppure di un singolo governo.
lunedì 19 aprile 2010
IL SISTEMA OPERATIVO
Il Sistema Operativo è parte del software di base, l’insieme di quei programmi che permettono il funzionamento e la gestione delle risorse sia hardware che software.
Con il termine risorsa si intende un elemento che può essere hardware (CPU,memoria centrale) o software (dati,programmi).
Un sistema operativo:
• funziona da interfaccia tra l’utente e l’hardware della macchina, in modo che l’utente non debba interagire direttamente con l’elaboratore.
• gestisce le risorse del sistema (CPU,memoria centrale, periferiche, informazioni) rispettando le politiche di gestione.
FUNZIONAMENTO
Esistono molti tipo di sistemi operativi che hanno differenti caratteristiche e funzioni. Solo il nucleo del sistema operativo, ossia quei programmi che sono indispensabili per il funzionamento della macchina, è sempre residente in memoria centrale; gli altri moduli risiedono normalmente in memoria di massa e sono portati in memoria centrale al momento del loro utilizzo.
Esistono vari modi per classificare i sistemi operativi basati su diverse caratteristiche:
Elaborazione a lotti :
I dati necessari all’elaborazione vengono accumulati in una memoria ausiliaria per un certo periodo di tempo e poi elaborati tutti insieme.
Elaborazioni interattiva:
E’ possibile in questo tipo di elaborazione colloquiare con il programma in esecuzione, e i dati inseriti vengono elaborati il più presto possibile. Questa elaborazione è resa possibile da terminali che consentono all’utente di colloquiare con l’unità centrale (bottoni di comando..).
In sintesi possiamo dire che le elaborazione a lotti sono specifiche per elaborazioni periodiche (calcolo stipendi) mentre quella interattiva è specifica nei processi che richiedono un tempestivo e costante aggiornamento.
Sistemi in multiprogrammazione:
I sistemi operativi operano generalmente in multiprogrammazione, permettono cioè di allocare più programmi utente in memoria centrale e di ripartire fra questi l’uso delle risorse.
Quando un programma che impiega la CPU richiede un’operazione di I/O, l’elaborazione viene sospesa in attesa che termini l’I/O. Il processore, invece di attendere inattivo la fine dell’operazione viene assegnato a un altro lavoro.
Dall’esterno si ha l’impressione che più programmi vengano eseguiti contemporaneamente: in realtà, essendoci una sola CPU, un solo programma utente risulta in esecuzione in un certo momento.
Sistemi in time-sharing :
In un sistema di multiprogrammazione però se un programma non dovesse compiere operazioni di I/O monopolizzerebbe la cpu per questo i gestori della CPU seguono la regola del TIME-SHARING.
E’ stato introdotto il concetto del TIME-SLICE che è la quantità di tempo massima per cui la CPU può essere assegnata a un processo. Terminato questo periodo di tempo il sistema operativo, a seconda delle politiche di gestione della CPU, assegna il processore ad uno o all’altro programma.
L’utilizzo della CPU passa ad un altro utente quando:
Il programma termina
Il programma richiede un’operazione di I/O
Il suo time-slice finisce
STRUTTURA GERARCHICA
Nella struttura del sistema operativo ogni gestore delle risorse costituisce un livello, ed esso nelle sue operazioni può richiamare ed utilizzare solamente i gestori che risiedono ad un livello inferiore.
Livello 0: Macchina fisica (bare machine)-hardware: Le istruzioni della macchina stessa
Livello 1: Nucleo del sistema operativo: Funzioni che permettono la ripartizione del processore tra i diversi programmi che sono allocati nella memoria centrale (gestione CPU)
Livello 2: Gestione memoria centrale: Il memory management
Livello 3: Gestione periferiche: moduli che gestiscono il controllo dei segnali e delle informazioni da e verso le periferiche
Livello 4: gestione della memoria di massa: moduli che controllano l’accesso alla informazioni contenuti nella memoria di massa.
Livello 5: utente
CARICAMENTO DEI SISTEMI OPERATIVI
I moduli del SO sono conservati nella memoria di massa a parte il Bootstrap (l’insieme dei controllo sulle componenti), che invece risiede nella memoria a sola lettura del computer (ROM). All’accensione del computer la CPU esegue il Bootstrap che a sua volta fa eseguire l’ IPL (Initial Program Loading) che carica il nucleo del sistema operativo nella memoria centrale.
lunedì 22 marzo 2010
GESTIONE DELLE PERIFERICHE
di Riccardo Di Maggio
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Il sistema di i/o è formato da un insieme di componenti (chiamate porte) che permettono il trasferimento delle informazioni dal mondo esterno al mondo interno e viceversa.
Per mondo esterno si intende l’insieme degli equipaggiamenti periferici del calcolatore (video, stampante, mouse, dischi ecc.). Tale sistema può essere composto da semplici bus con alcuni controllori, a cui sono collegate delle periferiche, che sono direttamente gestiti dalla CPU. Può essere invece un vero e proprio processore di I/O (chiamato canale) che gestisce tutta la comunicazione tra il mondo esterno e il calcolatore, liberando così la CPU da questo compito.
Le periferiche vengono chiamate così proprio perché si trovano alla periferia di un calcolatore anche se spesso sono indispensabili al suo funzionamento.
MEMORIE AUSILIARIE
Le memorie ausiliarie sono le cosiddette memorie “aggiunte”, che non fanno parte integrante della macchina stessa. Esse sono in grado di conservare le informazioni e i dati in modo permanente, poiché vengono usate per scrivere i dati e reperirli successivamente, sono viste come periferiche di input e/o periferiche di output (I/O).
Queste memorie sono molto meno costose della memoria centrale e sono più lente. Per questo motivo sono utilizzate per mantenere le informazioni che non servono continuamente e vi si fa accesso solo al momento dell’uso. Queste memorie sono di diverso tipo, più o meno veloci e più o meno costose.
Relativamente al tipo di accesso, si parla di acceso diretto quando è possibile accedere direttamente a un dato conoscendone la sua locazione nella memoria; l’accesso è invece detto sequenziale quando per accedere a un certo dato bisogna prima far scorrere tutti i dati che lo precedono.
In base al tipo di supporto di memorizzazione usato si possono invece suddividere le memorie in magnetiche e ottiche. Le prime sfruttano le proprietà che alcuni materiali hanno di magnetizzarsi in un senso o in un altro, permettendo così di distinguere due stati (zero e uno). Le seconde invece sfruttano la proprietà che ha la luce del laser di riflettersi in modo differente attraverso i materiali per poter individuare anche in questo caso due stati (zero e uno).
Vi è poi un altro tipo di supporto, ormai non più usato ma diffusissimo parecchi anni fa, che è stato il primo mezzo utilizzato per memorizzare in modo permanente le informazioni: la scheda perforata. Anche se obsoleto come mezzo, i concetti su cui si basa la memorizzazione delle informazioni sono in parte gli stessi utilizzati da molti dei supporti magnetici attuali.
Va inoltre precisato che, anche se dal punto di vista funzionale ogni memoria di massa può essere vista come un unico dispositivo, bisogna in realtà distinguere tra mezzo di supporto delle informazioni e strumento per la lettura e scrittura delle stesse (driver). La carta è il mezzo per conservare le informazioni, la penna è la periferica che permette di scriverci sopra, mentre gli occhi sono le periferiche per la lettura. In seguito viene descritto, per ogni tipo di memoria, sia il supporto utilizzato sia la periferica ( o le periferiche) in grado di utilizzarlo.
LE PERIFERICHE
Le periferiche sono divise essenzialmente in periferiche di input e periferiche di output a seconda che vengano utilizzate per far entrare dati nell’elaboratore o per farli uscire. Esistono inoltre periferiche di input/output, cioè utilizzabili sia per l’input sia per l’output. Le periferiche di memorizzazione ad esempio possono essere viste anche come periferiche di input/output (ad esempio i nastri o i dischi). Esistono invece periferiche specifiche per le funzioni di input, altre per quelle di output, e altre ancora per entrambe.
Queste periferiche servono per permettere all’uomo di colloquiare con il calcolatore utilizzando modalità più semplici per l’uomo stesso al posto del linguaggio della macchina formato da zeri e uno.
GESTIONE DELLE PERIFERICHE
Il collegamento tra unità centrale e periferiche avviene generalmente tramite interfacce. Il sistema mette a disposizione un’area (buffer o registro dati) destinata a parcheggiare i dati provenienti dall’elaboratore e diretti verso la periferica e viceversa; tale area serve per garantire l’indipendenza tra i tempi di lavoro delle varie componenti che hanno caratteristiche diverse. Poiché i tempi di elaborazione della CPU sono notevolmente superiori rispetto a quelli di una periferica, è necessario realizzare un meccanismo di sincronizzazione per evitare situazioni di errore.
Lo scopo del registro dati è quello di rendere asincrono il modo di operare delle periferiche rispetto al modo di operare dell’elaboratore.
Per realizzare l’operazione di scrittura la CPU pone i dati da stampare o da visualizzare nel buffer che la periferica è in grado di prelevare secondo i suoi tempi di lavoro. È necessario che queste operazioni siano sincronizzate: la CPU non può inserire dati nel buffer se questo è già pieno e d’altro canto la periferica potrà prelevarli soltanto se il buffer non è vuoto.
PERIFERICHE VIRTUALI
Le periferiche sono generalmente dedicate, di volta in volta, a un singolo processo in esecuzione, costituendo di fatto un “collo di bottiglia” per l’efficienza del sistema, se ad esempio è assegnata a un processo, tutti gli altri che la richiedono dovranno attendere la conclusione del processo in esecuzione per poter avanzare. Per ovviare a questo problema, alle periferiche reali vengono associate delle aree su disco che costituiscono delle periferiche virtuali.
L’operazione di scrittura sulla stampante corrisponde a un’operazione di scrittura sul disco che, essendo una periferica condivisa, può essere ripartita fra i vari processi. Quando termina il processo che ha utilizzato la periferica virtuale, tutte le informazioni presenti sul disco possono essere trasferite, senza interruzione, sulla periferica reale. La tecnica di associazione fra periferiche virtuali e periferiche reali viene chiamata tecnica di spool (Simultaneous Peripheral Operation On Line) o spooling; la periferica virtuale è detta disco di spool.
giovedì 11 marzo 2010
LA GESTIONE DELLA MEMORIA
di Francesca Carotenuto
Un programma,prima di essere eseguito,deve essere caricato nella memoria centrale:gli deve cioè essere assegnata una certa quantità di byte di memoria centrale in grado di contenere la sua zona dati(le variabili) e la sua zona istruzioni scritte in un linguaggio macchina.
Il gestore della memoria è formato dai moduli del sistema operativo che si occupano di:
- tenere aggiornato lo stato di ogni locazione di memoria;
- assegnare la memoria centrale ai processi che ne fanno richiesta;
- gestire il recupero della memoria centrale quando un processo termina.
Poiché la memoria centrale è una risorsa limitata,processi molto onerosi potrebbero non essere eseguibili. Con la tecnica della memoria virtuale si accettano lavori di qualsiasi dimensione e si portano in memoria centrale solo quelle porzioni che devono essere eseguite.
È come avere a disposizione una memoria di capacità di gran lunga superiore a quella effettiva,ecco perché virtuale.
Esistono due tecniche per la gestione della memoria virtuale:
• richiesta di pagine;
• segmentazione.
RICHIESTA DI PAGINE
Il meccanismo della paginazione prevede che la memoria centrale sia suddivisa in blocchi aventi tutti la stessa dimensione e lo spazio degli indirizzi di un programma è suddiviso logicamente in parti chiamate pagine.
I blocchi hanno la stessa dimensione delle pagine,in genere multipli di 2k e l’allocazione del programma avviene quando in memoria centrale esiste almeno un blocco libero.
Quando il sistema operativo deve caricare una pagina nella memoria centrale si possono verifica due casi.
Caso 1
Nella memoria centrale ci sono blocchi liberi:il sistema operativo può caricare effettivamente la pagina dalla memoria di massa alla memoria centrale.
Caso 2
Nella memoria centrale non ci sono blocchi liberi:prima di caricare la pagina il sistema operativo deve scegliere,fra tutte le pagine presenti nella memoria centrale quale trasferire nella memoria di massa per liberare un blocco e questo può avvenire attraverso:
1. FIFO: viene rimpiazzata la pagina che da più tempo risiede in memoria centrale,cioè la più vecchia. La prima pagina a entrare sarà la prima a uscire in caso di necessità.
2. ALGORITMO LRU(Last Recently Used): viene rimpiazzata la pagina che da più tempo non è usata poiché presumibilmente non sarà richiesta entro breve tempo.
SEGMENTAZIONE
In un sistema a memoria virtuale basato sulla segmentazione il programma viene diviso in porzioni,dette segmenti,che corrispondono a unità logiche definite dal programmatore come ad esempio un array,una tabella,una routine.
Lo spazio degli indirizzi di un programma si può allora pensare composto da diversi segmenti che vengono caricati in memoria centrale solo quando se ne presenta la necessità.
martedì 23 febbraio 2010
LE RETI
Le reti sono il mezzo utilizzato per condividere le informazioni tra diversi utenti. Con la definizione di Internet si è avuto uno sviluppo notevole della diffusione dei dati.
Un nodo (o host) è un qualsiasi dispositivo hardware del sistema in grado di comunicare con gli altri dispositivi che fanno parte della rete. I nodi sono collegati tra loro mediante “archi” (link).
Una rete serve principalmente a consentire la comunicazione tra i nodi. Questi si scambiano dei dati sotto forma di messaggi codificati in forma digitale
Ogni messaggio è caratterizzato da un nodo mittente, un nodo destinatario, un insieme di informazioni che costituiscono il corpo del messaggio. Le reti di elaboratori si possono classificare secondo diversi criteri:
• LAN (local area network) identificano un insieme di sistemi collegati tra loro dislocati in un’area territoriale limitata e privata.
• WAN (wide area network) si intende una rete geografica con un numero molto grande di computer collegati tra loro che copre una vasta zona di territorio.
• MAN (metropolitan area network) che si pongono a metà tra LAN e WAN in quanto, pur avendo caratteristiche simili a WAN, limitano la loro estensione a quella di una città.
Gli elaboratori di una rete possono avere ruoli diversi:
• Server: elaboratore che può essere condiviso dagli altri computer collegati in rete;
• Client: elaboratore che usa risorse condivise, messe a disposizione dal server.
Su ogni macchina viene installata una porzione di software di sistema a seconda del ruolo che riveste – client o server.
1)Con il client si indica una componente che accede ai servizi o alle risorse di un'altra componente, detta server. In questo contesto si può quindi parlare di client riferendosi all'hardware o al software.
Un computer collegato ad un server tramite una rete informatica (locale o geografica) ed al quale richiede uno o più servizi, utilizzando uno o più protocolli di rete è un esempio di client hardware.
Un programma di posta elettronica è un esempio di client software.
2) Un server (detto in italiano anche servente o serviente) è una componente informatica che fornisce servizi ad altre componenti (tipicamente chiamate client) attraverso una rete.Il termine server, così come pure il termine client, possono essere riferiti sia alla componente software che alla componente hardware.
In base al “servizio” specifico che fornisce, il server può essere:
• Server gestore dei dati ( file server);
• Server di stampa (print server)
• Server di comunicazione (communication server) – permette ad altre reti locali o a Internet
Internet può essere definita come un sistema di reti di computer interconnessi che facilità l’utilizzo di servizi di comunicazione dati. È una rete di collegamento a cui possono accedere tutti i computer del mondo, dai più potenti a quelli di casa.
Per accedere a Internet si può impiegare un computer già collegato in Internet o facente parte di una rete locale a sua volta connessa a Internet; oppure utilizzare un modem e la rete telefonica.
Utilizzando Internet le connessioni tra le varie reti sono garantite da apparecchiature specifiche quali gli HUB, i BRIDGE, i GATAWAY e i ROUTER
MODELLO ISO/OSI
Il modello OSI riprende una precedente proposta dell'ISO (International Organization for Standardization), quindi l'acronimo utilizzato è ISO/OSI.
Il modello ISO/OSI suddivide la progettazione di una rete in sette livelli funzionali separati, detti Layer, ognuno dei quali ha proprie caratteristiche e si occupa di un particolare aspetto del protocollo di comunicazione. Ogni livello utilizza i servizi del layer sottostante in modo trasparente, (ovvero senza conoscere il funzionamento interno) e fornisce i propri servizi a quello superiore. Ogni livello di un nodo comunica virtualmente con l'equivalente livello dell'altro nodo, anche se solo i layer più bassi (livello Fisico) sono realmente in contatto tra loro.
Il modello ISO/OSI (che attualmente è solo un riferimento per il progetto di una rete, non una struttura da applicare rigorosamente) definisce esclusivamente quali sono le funzioni di ogni livello, senza indicare le tecnologie di costruzione.
Hub
Gli hub consentono ai computer di una rete di comunicare. Ogni computer è collegato all'hub con un cavo Ethernet e le informazioni inviate da un computer a un altro passano attraverso l'hub. Poiché un hub non è in grado di identificare l'origine o la destinazione prevista delle informazioni ricevute, invia le informazioni a tutti i computer connessi, incluso quello da cui sono state inviate. Un hub è in grado di inviare o ricevere informazioni, ma non di eseguire entrambe le operazioni contemporaneamente, pertanto gli hub risultano più lenti dei commutatori. Sono tuttavia i meno complessi e meno costosi di questi tipi di dispositivi.
Router
I router consentono ai computer di comunicare e sono in grado di far passare le informazioni tra due reti, ad esempio tra la rete domestica e Internet. Il nome "router" deriva proprio da questa capacità di indirizzare il traffico di rete. I router possono essere cablati (tramite cavi Ethernet) o wireless. Se si desidera semplicemente connettere i computer, gli hub e i commutatori sono adatti allo scopo, ma, se si desidera concedere a tutti i computer l'accesso a Internet tramite un solo modem, utilizzare un router o un modem con un router incorporato. Nei router sono inoltre disponibili strumenti di protezione incorporati, quale un firewall. I router sono più costosi degli hub e dei commutatori.
Bridge
Un bridge è un semplice dispositivo di rete che si colloca al livello datalink del modello ISO/OSI. Esso è quindi in grado di riconoscere, nei segnali elettrici che riceve dal mezzo trasmissivo, dei dati organizzati in strutture dette trame (in inglese frame). In particolare, è in grado di individuare l'indirizzo del nodo mittente e del nodo destinatario di ciascuna trama.
Gateway
Il gateway (dall'inglese, portone, passaggio) è un dispositivo di rete che opera al livello di rete e superiori del modello ISO/OSI. Il suo scopo principale è quello di veicolare i pacchetti di rete all'esterno della rete locale (LAN).
Gateway è un termine generico che indica il servizio di inoltro dei pacchetti verso l'esterno; il dispositivo hardware che porterà a termine questo compito è tipicamente un router. Nelle reti più semplici è presente un solo gateway che inoltra tutto il traffico diretto all'esterno verso la rete internet. In reti più complesse in cui sono presenti parecchie subnet, ognuna di queste fa riferimento ad un gateway che si occuperà di instradare il traffico dati verso le altre sottoreti o a rimbalzarlo ad altri gateway.
TCP/IP
Il TCP/IP è un insieme di protocolli standard per:
inviare e ricevere dati via rete
indirizzare richieste e risposte
gestire e verificare i flussi di comunicazione
Ogni computer se vuole connettersi ad Internet deve comunicare con il TCP/IP. Questo è un protocollo che permette la connessione bidirezionale tra due nodi e le connessioni multiple sul singolo nodo.
TCP (Transmission Control Protocol)
o suddivide i dati in più pacchetti che possano essere gestiti dalla rete in modo efficiente,
o verifica che tutti i pacchetti raggiungano la destinazione e riassembla i dati al nodo ricevente, ricostruendone il formato originale.
IP (Internet Protcol)
o si occupa di impacchettare e indirizzare i dati definendo quanti di questi possono essere inseriti in un singolo pacchetto,
o permette alla rete di gestire il pacchetto e di inviarlo verso la destinazione.
INDIRIZZO IP (IP ADDRESS)
o è ciò che identifica in Internet i diversi nodi secondo lo standard IP.
o è un numero univoco a livello mondiale, costruito secondo regole standard stabilite dalla IANA (Internet Assigned Number Authority), l’organizzazione preposta ad assegnare gli indirizzi IP garantendone l’univocità.
Ad esempio il nome completo di un server: www.itcfalcone.it
indica un computer di nome “www” facente parte del sottodominio ”itcfalcone” nel dominio “it”. Questo corrisponde al server della rete itcfalcone situata in Italia.
Per poter recuperare un qualsiasi oggetto in rete è necessario conoscere dove è situato, ossia: il nome della macchina, il percorso sull’hard disk della macchina, il nome del file e con quale protocollo può essere recuperato.
Per richiedere in un unico indirizzo tutte queste informazioni è stato creato uno schema detto URL (Uniform Resource Locator: individuatore uniforme di risorse). Un URL assume normalmente la forma seguente:
metodo://nomemacchina/nomeoggetto
dove:
metodo:è il sistema che si intende usare (cioè il protocollo) con cui si accede alla risorsa e può valere http, ftp.
nomemacchina: è l’indirizzo del computer su cui si trova l’oggetto,
nomeoggetto: è il nome completo (percorso e nome del file) dell’oggetto.
IL WORLD WIDE WEB
Il www è un sistema che permette la condivisione di informazioni tra più persone e differenti organizzazioni, utilizzando Internet come infrastruttura di comunicazione.
È un sistema dinamico, multimediale e flessibile basato su un’architettura client-server che utilizza il protocollo http.
È un enorme ipertesto i cui nodi possono trovarsi anche su calcolatori differenti e presenti in diverse parti del mondo.
Con il termine ipertesto si indica un documento organizzato in forma di rete di nodi concettuali interconnessi. Quindi si possono avere diversi percorsi di lettura, non solo secondo gli schemi classici sequenziali , ma anche secondo libere associazioni.
Le informazioni possono essere diverse (testi, immagini..) e sono organizzate in pagine memorizzate in file.
Le pagine sono collegate tra di loro tramite link, cioè esiste un legame tra un particolare di una pagina e un file che contiene un’altra pagina.
Ogni nodo dell’ipertesto WWW è un file che contiene una pagina con delle informazioni.
La differenza del www rispetto ad altri sistemi ipermediali è che le pagine possono essere collocate su calcolatori differenti, ed è il sistema che si preoccupa , quando ha la necessità di accedere a una determinata pagina, di effettuare il collegamento con il nodo della rete desiderato.
Affinché tutte le pagine di un web, siano velocemente raggiungibili, viene usata Internet come rete di collegamento tra li elaboratori.
Il WWW è visto come una “ragnatela” (da cui il termine Web, ragnatela in inglese) mondiale costituita da siti, cioè da server collegati da linee di comunicazione fisse, nei quali risiedono le informazioni, che chiunque si colleghi può cercare e vedere attraverso un software dedicato (browser).
ARCHITETTURA DEL WWW
L’ HTTP (Hyper Text Transaction Protocol) è un protocollo che permettere di stabilire un’interconnessione tra due computer in modo che questi si possano scambiare pagine ipertestuali. È basato sul modello client-server che è un sistema di elaborazione distribuita basato su reti nel quale un’applicazione viene eseguita cooperativamente da due computer.
Un computer assume il ruolo di server e l’altro quello di client
I web server sono individuati da un indirizzo IP assegnato univocamente a ogni dispositivo operante sulla rete Internet, tale codice numerico viene considerato come l’indirizzo necessario per localizzarlo.
Quando il client ha necessità di utilizzare un’ applicazione o di accedere a determinati dati, ne fa richiesta al server, che risponderà al client attivando il software o inviando i dati richiesti.
L’ FTP (File Transfer Protocol - protocollo di trasferimento file), è un protocollo per la trasmissione di dati tra host ( è un terminale collegato ad Internet o a una rete) basato su TCP. FTP è uno dei primi protocolli definiti ed ha subito una lunga evoluzione negli anni. FTP, a differenza di altri protocolli come ad esempio HTTP, utilizza due connessioni separate per gestire comandi e dati.
LE PAGINE DI INFORMAZIONE
Le informazioni presenti nel Web sono memorizzate in file presenti sui server, a cui è possibile accedere attraverso la rete. Il file contenente la pagina Web è scritto in linguaggio HTML.
lunedì 8 febbraio 2010
Gestione della CPU
La componente principale dell’elaboratore è la CPU (central processing unit).
Tutti i programmi, che sono l’insieme delle istruzioni che devono essere svolte, hanno bisogno della CPU per essere eseguiti.
Ora indicheremo i diversi stati di processo e le politiche di schedulazione con le quali la CPU viene assegnata ad un processo. Quest’ultimo è un programma in esecuzione
Stati di un Processo
STATO DI HOLD: il lavoro è stato presentato al sistema ed è in attesa di esecuzione e si trova nella memoria di massa.
STATO DI READY: il programma è diventato processo e si trova in memoria centrale ed è pronto per essere eseguito.
STATO DI RUN: il processo è in esecuzione.
STATO DI WAIT: il processo è in attesa.
STATO DI END: il processo è terminato.
Politiche di schedulazione
Dallo stato di HOLD allo stato di READY, il sistema operativo assegna un processore che è una risorsa condivisibile ad un processo piuttosto che ad un altro secondo le seguenti politiche di schedulazione:
FIFO: il primo ad arrivare è il primo ad essere eseguito.
PRIORITA’ STATICA: ad ogni lavoro viene assegnato un numero di importanza. Il numero più altro viene eseguito per primo.
PRIORITA’ DINAMICA: per evitare che ci siano lavori che non vengono soddisfatti, col passare del tempo il numero che ha importanza minore aumenta.
Dallo stato di READY allo stato di RUN, il sistema operativo assegna la CPU ad un processo secondo le seguenti politiche di schedulazione:
ROUND ROBIN A PERCENTUALITA’ DI TEMPO (timeslice): il processo che non usa tutto il suo timeslice, rientrerà in coda in base a quanto ne avrà utilizzato.
ROUND ROBIN LIMITATO: ad ogni processo che richiede la CPU, si crea una prima coda dove viene attribuito un numero prefissato di timeslice; terminati quest’ultimi, se il processo dovrà richiedere nuovamente la CPU, si creerà una seconda coda dove verranno eseguiti tutti quei processi che avranno terminato il loro primo giro di timeslice secondo l’ordine di arrivo.
Database

Una base di Dati è una collezione di dati strutturati, progettata per essere accessibile da parte di applicazioni differenti e differenti utenti.
Per la gestione del database sono necessari particolari sistemi software chiamati DBMS(data base management system) che si occupano di gestire i dati inserendoli e andandoli a prelevare.
Il DBMS si occupa di controllare che l’inserimento dei nuovi dati o la cancellazione di quelli già esistenti non alteri la congruenza della base di dati, i dati vengono protetti da accidentali o voluti cambiamenti che non risultino corretti o non autorizzati.
Sistema basato sul DBMS:
Linguaggi del DBMS:
•DDL (data definition language): consentono di definire i tipi di entità presenti nello schema e le loro relazioni, viene usato dal DBA ( data base amministrator);
•DML (data munipulation linguage): ha lo scopo di fornire all’utente uno strumento per interrogare e modificare le interrogazioni contenute nella base di dati.
SICUREZZA NELLA BASE DI DATI
SICUREZZA del DATA BASE
PRIVATEZZA e INTEGRITA’ LOGICA (Referenziale e Fisica)
Con la Privatezza è indispensabile garantire il corretto e veloce reperimento delle informazioni solo alle persone autorizzate impedendo l’accesso ad altri non autorizzati.
Occorre stabilire un regolamento di privatezza in cui il data base administator determina quali utenti sono autorizzati ad accedere a quali dati e con quali operazioni.
Oltre alle informazioni bisogna proteggere anche lo schema della base di dati con tutte le regole della privatezza stessa.
Inoltre occorre controllare che questo regolamento venga rispettato. Ad ogni richiesta, il DBMS verifica gli attributi del richiedente con le condizioni del regolamento.
L’integrità Logica consiste nella necessità di preservare la struttura logica della base di dati ovvero le relazioni esistenti tra i dati.
Un aspetto fondamentale è la protezione contro l’aggiornamento errato della base di dati. Per poter svolgere questo compito, al DBMS vengono fornite alcune regole in modo da rispettare l’inserimento o la modifica di un dato nel database. Le regole possono essere elementari se riguardano un unico campo oppure più sofisticate per tabelle diverse.
L’integrità fisica consiste invece nel proteggere la base di dati da tutti i possibili danneggiamenti accidentali in modo da essere in grado, in qualunque momento, di effettuare una completa ricostruzione del database anche nel caso di una totale distruzione. Il date base administator è responsabile di una corretta impostazione della politica di salvataggio dei dati.
Il DBMS tiene costantemente aggiornati uno o più file di sistema in cui vengono memorizzate tutte le informazioni relative alle transazioni.
mercoledì 3 febbraio 2010
HTML
L'HyperText Markup Language (HTML) (linguaggio di marcatura per ipertesti) è il linguaggio usato per creare la struttura dei documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web ossia su Internet. Tutti i siti web sono scritti in HTML, codice che viene letto ed elaborato dal browser, il quale genera la pagina che viene visualizzata sullo schermo del computer.
L'HTML non è un linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossia descrive il contenuto, testuale e non, di una pagina web.
Il linguaggio HTML è stato sviluppato alla fine degli anni '80 da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra. Verso il 1994 ha avuto una forte diffusione, in seguito ai primi utilizzi commerciali del web.
I documenti HTML vengono immagazzinati di solito sui dischi rigidi (server) di macchine costantemente collegate ad Internet. Su queste macchine vi è installato un software detto web server, che si occupa di produrre e inviare i documenti ai browser degli utenti che ne fanno richiesta usando per il trasferimento il protocollo HTTP.
Ogni documento ipertestuale scritto in HTML deve essere contenuto in un file, la cui estensione è tipicamente .htm o .html.
Il componente principale della sintassi di questo linguaggio è l'elemento, inteso come struttura di base a cui è delegata la funzione di formattare i dati o indicare al browser delle informazioni.
Ogni elemento è racchiuso all'interno di marcature dette tag, costituite da una sequenza di caratteri racchiusa tra due parentesi angolari, cioè i segni minore e maggiore (Esempio: br il tag di questo esempio serve per indicare un ritorno a capo).
Quando il tag deve essere applicato a una sezione di testo o di codice, l'ambito di applicazione deve essere delimitato fra un tag di apertura ed uno di chiusura (chiusura esplicita), che coincide col tag di apertura preceduto da una barra (/) dopo la parentesi angolare aperta (Esempio: b testo testo testo /b. In questo caso, il testo compreso tra questi due tag verrà visualizzato in grassetto dal browser).
All'interno dei tag html lo standard prevede sempre la definizione di due sezioni ben distinte e disposte in sequenza ordinata:
la sezione di intestazione o header, delimitata tra i tag head e /head, che contiene informazioni di controllo normalmente non visualizzate dal browser, con l'eccezione di alcuni elementi
la sezione del corpo o body, delimitata tra i tag body e /body, che contiene la parte informativa vera e propria, ossia il testo, le immagini e i collegamenti che costituiscono la parte visualizzata dal browser.
martedì 2 febbraio 2010
Access
5.1.1.1 Sapere cosa è un database.
Un database relazionale è un archivio elettronico che gestisce una grande quantità di informazioni, strutturate sotto forma di tabelle (ognuna relativa a uno stesso argomento) correlate tra loro tramite relazioni.
Il database è in grado di gestire il contenuto di tali tabelle seguendo diverse chiavi di ricerca e consente di rendere agevole l’ordinamento, la ricerca e l’estrapolazione delle informazioni raccolte.
Il database usato per gestire rubriche telefoniche, elenco dei libri (prestiti e restituzioni) di una biblioteca.
Il vantaggio quindi di un archivio elettronico è la possibilità di ordinare l’elenco in base a diversi criteri di ricerca (interrogando quindi l’archivio mediante delle query).
5.1.1.2 Conoscere la differenza tra dati e informazioni.
Un dato è un qualsiasi generico valore (numero o alfabetico), quando ai dati vengono associati dei significati allora quei dati si trasformano in informazioni.
Esempio : 3 scritto su un foglio, Diventa informazione nel momento in cui io scrivo esercizio 3.
5.1.1.3 Sapere come è organizzato un database in termini di tabelle, record e campi.
Un database è un file che può contenere molti oggetti situati nella barra degli strumenti di Access.
A ogni oggetto presenta una sua determinata funzione:
Tabelle, costituiscono l’elemento primario di ogni database e consentono l’inserimento dei dati per la formazione di un archivio.
Query, hanno il compito di interrogare l’archivio, permettendo di eseguire ricerche ed estrapolazioni sui dati memorizzati nelle tabelle tramite dei criteri definiti dall’utente. Esempio: ho un elenco di nomi, cognomi e date di nascita. Voglio sapere quanti sono i ragazzi/e sono nate nel mese di gennaio ecco come farò:
- Tabella con le informazioni.
Ora faccio una query , interrogando la tabella, e impostando come criterio tutti i /le ragazzi/e nati/e in gennaio.
I PASSAGGI:
1. creo la query mediante visualizzazione Struttura.
2. carico l’unica tabella a disposizione e faccio click sul pulsante chiudi posto all’interno della videata.
3. caricata la tabella nella finestra di sfondo, clicco sulla barra del titolo della tabella creata e trascino la tabella nella prima voce: campo.
4. inserisco come criterio del campo data: Like "*/01/19*" (questa scrittura vuol dire che: prendo in considerazione qualsiasi giorno del mese 01 dell’anno 19e qualcosa. Ho usato gli asterischi in quanto si definiscono caratteri jolly, e in modo particolare l’asterisco permette di indicare più caratteri.).
Maschere, che attraverso un’interfaccia grafica consentono di aggiungere e consultare dati, aggiornandoli, filtrarli, e di effettuare ordinamenti e calcoli.
Report, permettono di stampare i dati inseriti nelle tabelle e quelli ottenuti dalle interrogazioni presentandoli con il layout personalizzato.
Pagine, Macro, Moduli sono oggetti che permettono di creare pagine di accesso ai dati del database, di renderne automatici alcuni passaggi e di programmarne alcune funzioni.
5.1.1.4 Conoscere alcuni degli indirizzi più comuni di database di grandi
dimensioni, quali: sistemi di prenotazione aerea, dati della Pubblica Amministrazione, dati di conti correnti, dettagli di pazienti in ospedali.
I beni più preziosi presenti in un'azienda sono i dati contenuti e trattati nei propri data base. Ciò vale, a maggior ragione, anche per le Pubbliche Amministrazioni. le informazioni gestite dai sistemi informativi pubblici costituiscono una risorsa definita anche dalla Presidenza del Consiglio "di valore strategico per il governo del Paese".
Gli esempi che confermano l’importanza della tutela dei dati in possesso delle PA, possono essere molti. Basti pensare ai dati anagrafici, fiscali e tributari dei cittadini, che potrebbero essere conosciuti e capiti da aziende e poi essere illegalmente trattati o rivenduti (sotto forma di profili perfettamente personalizzati) a società di marketing e comunicazione.
Altri tipi di dati molto preziosi in possesso di enti pubblici e che potrebbero fare gola a molti, sono ad esempio le cartelle cliniche degli ospedali o tutti i dati di natura sanitaria. Tenendo conto che la linea di tendenza attuale e per il prossimo futuro è quella di informatizzare tali dati, aumentano esponenzialmente i rischi di sicurezza relativi alla gestione.
5.1.2.1 Comprendere che ciascuna tabella di un database dovrebbe contenere dati relativi a un solo argomento.
La tabella è l’elemento primario di ogni database ed è utilizzata per inserire dati.
La struttura della tabella si presenta così:
la struttura della tabella mostra essa con i campi distribuiti in righe, in cui è possibile:
-definire il tipo di dati da inserire (Testo, Memo, Numerico, Data/Ora, Valuta, Contatore, Si/No, Oggetto OLE, Collegamento ipertestuale, Ricerca guidata).
-affiancare una breve descrizione;
-aggiungere, cancellare, modificare i campi e le loro proprietà.
Prima di fare una breve descrizione delle voci sopra citate, vorrei precisare il concetto di campi e record.
I campi vengono visualizzati in colonne e i record sono costituiti da righe.
Il campo è ogni singolo dato contenuto in una tabella, ovvero, un specifico elemento di informazione.
Il record è un insieme di campi che definisce in modo completo l’informazione a cui si riferisce.
5.1.2.2 Comprendere che ciascun campo di una tabella dovrebbe contenere un solo dato.
Ogni singolo campo di una tabella deve contenere un solo dato.
5.1.2.3 Comprendere il contenuto di un campo è associato ad un tipi di dato adeguato, quale: testo, numero, data/ora, si/no.
LE CARATTERISTICHE DEI TIPI DI DATI:
Testo Testo(nome, cognome, città..), insieme di testo e nnumeri(indirizzi, CF), o numeri non suscettibili a calcoli (numeri di telefono, CAP..) può contenere fino a 255 caratteri.
Memo Testo lungo formato anche da numeri, utilizzato per le descrizioni, commenti.
Numerico Cifre che saranno oggetto di calcolo; possono essere rappresentate in diversi modi: byte, intero, intero lungo, precisione singola..
Data/Ora Cifre di data e ora con possibilità di rappresentazione dall’anno 100 al 9999.
Valuta Cifre, precedute dal simbolo di valuta,euro o altri simboli.
Contatore Numero sequenziale univoco, gestito da Access, a incremento automatico per ogni record aggiunto alla tabella e non può essere aggiornato.
Si/No Dato che può assumere un solo dei due valori previsti.
Oggetto OLE Oggetto collegato incorporato in una tabelle (immagine,foglio di Excel)
Collegamento ipertestuale Indiretto di un sito Web o collegamento ipertestuale a un file (link).
Ricerca guidata Consente di aggiungere dati alla tabella prelevandoli da un’altra attraverso una casella di riepilogo combinata.
Definito il tipo di dato memorizzabile in un determinato campo, il programma ne attribuisce automaticamente le proprietà, ovvero gli attributi che posso essere modificati dall’utente.
5.1.2.4 Comprendere che ai campi sono associate delle proprietà quali: dimensione, formato, valore predefinito.
LE PROPRIETA’:
Dimensione campo Lunghezza massima di un campo Testo o del tipo numerico per un campo numerico.
Formato Imposta l’aspetto dei dati, tipologie di visualizzazione di campi contenti valori numerici, date, valute.
Etichetta Il nome che si desidera assegnare a un campo, come titolo.
Valore predefinito Valore inserito in automatico ogniqualvolta si crea un nuovo record.
Posizioni decimali Assegna il numero di cifre decimali di un campo numerico.
Richiesto Impostando Si, l’utente non potrà passare al record successivo se non specifica un valore per questo campo.
Valido se Si indicano regole di validazione, ovvero stabilisce dei limiti ai dati da immettere.
Messaggio di errore Specifica il testo, definito dall’utente che il programma mostrerà in caso di immissione di dati che non rispettino le regole di validazione.
5.1.2.5 Sapere che cosa è una chiave primaria.
La chiave primaria è un insieme minimale di attributi che identifica univocamente le tuple all’interno della tabella.
Quando si effettuano delle consultazioni su grandi archivi è possibile trovare situazioni di omonimia, per esempio nomi e cognomi uguali, di dati duplicati che possono rendere dubbia l’informazione reperita. Per evitare questo, bisogna in fase di strutturazione di una tabella, che ogni record inserito possa essere individuato in maniera univoca ovvero che includa almeno un campo dove inserire valori non replicabili.(esempio nelle scuole, il numero di matricola).
Questo campo creato deve essere impostato come chiave primaria, per identificare in modo univoco il record a cui è legato.
5.1.2.6 Sapere che cosa è un indice . capire come permette di accedere più rapidamente ai dati.
L’indice attribuito che viene utilizzato dal programma per localizzare velocemente il campo a cui è associato.
Le operazioni di ricerca su campi indicizzati sono di tipo casuale, quando il sistema reperisce direttamente il dato richiesto, mentre si definisce ricerca sequenziale quando questa aumenta i tempi di risposta.
Nel momento in cui si definisce la chiave primaria, viene definito automaticamente dal programma l’indice.
La ricerca dei dati avviene sulla base del campo chiave primaria. È possibile assegnare un indice anche ad altri campi sui quali si prevede di eseguire frequenti interrogazioni in quanto tale attributo rende più veloci le operazioni di ricerca.
5.1.3.1 Capire il motivo principale per creare relazioni tra tabelle di un database è minimizzare la duplicazione dei dati.
Inizio con il dare una definizione di relazione:
le relazioni consentono di costruire insiemi di dati(record logici), aggregando campi appartenenti a tabelle diverse.
La prima regola da rispettare nella strutturazione di un database è di assicurarsi che ogni tabella memorizzi un numero limitato di campi. Ciò evita la perdita delle informazioni, facilita gli aggiornamenti.
La relazione serve per correlare le tabelle attraverso un campo comune tra loro.
5.1.3.2 Capire che una relazione viene costruita legando un campo univoco di una tabella ad un campo di un’altra tabella.
Prima di avviare la procedura per la creazione di una relazione, bisogna chiudere qualsiasi tabella aperta, e rispettare 3 condizioni necessarie:
1. nelle tabelle da correlare deve essere presente un campo comune;
2. uno dei due campi deve essere chiave primaria di una delle due tabelle, questo è riconoscibile perché convenzionalmente si antepone il prefisso ID al nome del campo
3. i campi devono essere dello stesso tipo (il campo contatore deve contenere i numeri progressivi 1, 2,3,4,5,6,.. che etichettano ogni record, ed è compatibile con un campo numerico).
Per creare le relazioni bisogna fare clic sull’omonimo pulsante posto sulla barra degli strumenti,
oppure selezionare Relazioni dal menu strumenti.
Se nel database non è stata definita alcuna relazione, quando si attiva il comando Relazioni, Access visualizza la finestra di dialogo mostra tabella.
Nella scheda tabelle selezionare dall’elenco i nomi delle tabelle che si vogliono correlare, e per ciascuno fare clic su aggiungi; al termine fare clic su Chiudi.
Per definire una nuova relazione, trascinare il campo di chiave primaria dalla tabella sul corrispondente campo nell’elenco dell’altra tabella.
Quando si rilascia il mouse, Access attiva la finestra modifica relazioni che permette di aggiungere o cambiare le caratteristiche di una relazione.
Nella finestra “Modifica le relazioni” viene indicato il tipo di relazione ottenuta in base ai campi correlati.
Per mantenere la corrispondenza tra le tabelle si può attivare l’opzione APPLICA INTEGRITA’ REFERENZIALE.
L’integrità referenziale è una funzione con cui Access garantisce che ogni record della tabella correlata corrisponda opportunamente a un record della tabella primaria.
L’integrità referenziale è un sistema di regole che si impediscono l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica dei dati in una tabella, perché tali modifiche possono causare problemi a una relazione.
Dopo aver definito la relazione fare clic su CREA.
I TIPI DI RELAZIONE:
nella finestra relazioni le linee che congiungono i campi indicano le relazioni create tra le tabelle. Si possono creare tre tipi di relazioni:
1. Uno –a- uno, ogni record della prima tabella è correlato a un solo record della seconda tabella, e viceversa.
2. uno – a-molti, un singolo record della prima tabella è correlato a più record della seconda tabella (le tabelle sono collegate sul campo chiave primaria della prima tabella e sulla chiave esterna nella tabella di molti)
3. Molti- a-molti, un record in ogni tabella è correlato a più record nell’altra tavella. Questo tipo di relazione viene impostato scomponendo la relazione in due relazioni Uno-a-molti, ovvero collegando i campi chiave nelle due tabelle da correlare a una terza tabella, contenente solo i campi chiave.
5.1.4.2 Sapere che l’inserimento di dati, la gestione dei dati e il recupero delle informazioni vengono effettuati dagli utenti.
Il primo passo da compiere nell’organizzazione delle informazioni in un database, per poterle utilizzare efficacemente e senza problemi, è una pianificazione corretta.
Le fasi di lavoro di un database si possono sintetizzare in quattro tappe:
1. pianificazione, ossia definire gli obiettivi del database in funzione delle proprie esigenze di lavoro con uno schema su carta;
2. strutturazione , che consiste nello strutturare il database stabilendo le categorie di informazioni e le relazioni che dovrà contenere;
3. inserimento dei dati nella struttura predisposta, i dati inseriti dall’utente;
4. utilizzazione, ossia ricerca, estrazione e organizzazione dei dati inseriti secondo le proprie esigenze.
5.2.1.1 Aprire, chiudere un’applicazione di database.
Access è un programma del pacchetto applicativo Microsoft Office.
Per avviare Access è possibile:
- Start/tutti i programmi/Microsoft Office/Microsoft Access;
- Start/tutti i programmi/Microsoft Access;
- Se si dispone il collegamento sul desktop, fare doppio clic sull’icona dell’applicazione Access.
All’avvio del programma la finestra che appare mostra per default la barra del titolo, la barra dei menu, la barra degli strumenti e il riquadro attività provvisto di link che permettono di aprire un database esistente, di crearne uno nuovo ; è identificato da una propria barra del titolo che può essere chiuda dal pulsante Chiudi.
Ci sono diversi modi per chiudere il programma di Access:
- sulla barra del titolo fare clic sul pulsante Chiudi con la X rossa.
- Dal menù File selezionare Esci
- Sulla barra del titolo fare clic con il tasto destro e dal menu rapido scegliere Chiudi
- Sulla barra del titolo fare clic sull’icona (chiave) e scegliere Chiudi
- Da tastiera premere la combinazione di tasti Alt + F4
5.2.1.2 Aprire, chiudere un database
Aprire un database significa aprire un file di Access per visualizzarne il contenuto, ovvero gli oggetti in esso creati: tabelle, maschere, query e report.
Ogni oggetto che si apre nel database si visualizza all’interno di una finestra propria, con la barra del titolo e i 3 pulsanti di dimensionamento.
È importante sapere che se si agisce sul pulsante X Chiudi presente sulla barra del titolo della finestra del programma si chiude Access e vengono chiuse anche le finestre di database (file) e oggetti (tabelle , report) aperti.
Facendo clic sul pulsante X Chiudi della barra del titolo del database (file), si chiude il file e anche le finestre degli oggetti aperti, ma la finestra del programma rimane aperta e quindi Access è ancora attivo.
Facendo clic sul pulsante X Chiudi presente sulla barra del titolo dell’oggetto, si chiude solo l’oggetto.
Rimangono aperte le finestre del programma Access e del database. Access e il file sono quindi attivi.
APRIRE UN DATABASE DI ACCESS si esegue nella finestra Apri, la quale può essere attivata seguendo diversi percorsi:
o Da riquadro attività facendo clic sul nome del file, se presente nell’elenco, oppure operando sul link Altri file..
o Dalla barra degli strumenti Standard facendo clic sull’icona Apri.
o Da menu File selezionando Apri; se si tratta di un file aperto recentemente, fare clic sul suo nome visualizzato nella parte inferiore del menu per aprirlo direttamente;
5.2.1.3 Creare un nuovo database e salvarlo all’interno di un’unità disco.
Aprendo il programma Access, le procedure di salvataggio sono legate alla fase di creazione iniziale del database.
Qualunque delle due voci in Crea nuovo database portano subito a un salvataggio, la finestra seguente sarà: Salva nuovo database.
5.2.1.4 Mostrare, nascondere le barre degli strumenti. Minimizzare, ripristinare la barra multifunzione.
La finestra di Access mostra, oltre alla barra dei menu una barra degli strumenti Database. Dal comando Visualizza /barre degli strumenti/ si può scegliere la barra Web, o selezionando la voce Personalizza ( la possibilità di scelta a nostro piacimento).
La presenza del segno di spunta accanto al nome indica che la barra è già attiva, per eliminarla basta semplicemente eseguire la stessa operazione con cui è stata attivata, ovvero fare un clic con il mouse sul suo nome.
Dal menu Visualizza/Barre degli strumenti/ Personalizza
Si attiva una finestra da cui è possibile aggiungere pulsanti a una barra o crearne una nuova.
5.2.1.5 Usare la funzione di Guida in linea(help) del programma.
La funzione di Guida in linea (help) del programma serve per risolvere dubbi, o avere delle informazioni specifiche su determinate procedure .
Per mostrare o attivare l’assistente di Office, dal menù ? (Guida) scegliere la voce “mostra l’assistente di Office; per disattivarlo fare clic sull’immagine con il tasto destro e scegliere la voce Opzioni, e disattivare la spunta presente dalla voce “utilizza l’assistente di Office” e confermare con OK.
Esistono ancora tre modi per accedere alla funzione di Guida in linea:
1. L’utilizzo del ? presente sulla barra degli strumenti
2. fare clic sul menù ? e fare clic sulla voce Guida in linea Microsoft access
3. oppure ancora premendo semplicemente il tasto F1 presente sulla tastiera.
Anche la Guida in linea presenta aree su cui è bene saper muoversi:
area sinistra dove vengono mostrate 3 schede, rispettivamente:
sommario
Ricerca libera
Indice
L’area destra invece visualizza link per avere informazioni di vario genere
Anche nella guida in linea è presente una barra degli strumenti, formata quindi solo da simboli capibili facilmente dalle immagini ( e nel caso non si sanno, basta avvicinarsi all’immagine con il puntatore del mouse e viene fuori un’etichetta che specifica il nome).
La barra degli strumenti fornisce vari controlli per la visualizzazione e l’utilizzo delle informazioni.
Nella scheda sommario gli argomenti come possiamo vedere nell’immagine sono suddivisi per categorie precedute da un’icona a forma di libro.
Facendo doppio clic sull’icona, l’argomento viene espanso e si può visualizzare l’elenco dei temi contenuti.
Selezionando una delle voci presenti nel contenuto, le informazioni sull’argomento vengono visualizzate nel riquadro destro della finestra.
Nella scheda Ricerca libera si può ottenere l’aiuto su questioni specifiche, inserendo nella casella domande la parola da cercare.
La scheda indice viene utilizzata per cercare un tema in particolare, inserendo una parola chiave su uno specifico argomento.
5.2.2.1 Aprire, salvare e chiudere una tabella, una query, una maschera, un report.
Le tabelle si creano con: “Crea una tabella in visualizzazione struttura”
E si chiudono con la X della finestra che indica la tabella e appare una videata che ci chiede se vogliamo salvare le modifiche apportate, nel momento in cui selezioniamo SI, Access ci trasmette a video un’altra finestra con già un nome Tabella1, e possiamo chiamarla come vogliamo poi confermiamo su ok.
Le query si aprono con :”Crea una query in visualizzazione struttura” e vedi passaggio 5.1.1.3.
La maschera si crea con :” Crea una maschera mediante una creazione guidata” e si apre una finestra con tutti i passaggi da seguire.
Si salva sempre con il medesimo modo.
Il report permette la stampa.
DEFINIZIONI:
La tabella è l’elemento primario di ogni database, viene costruita per contenere l’archivio dei dati su cui, in seguito è possibile eseguire operazioni di estrapolazione, stampa ..
Le query consentono l’interrogazione mirata del database.
La query permette di effettuare delle estrapolazioni di qualunque genere (semplici e complesse) su tutti i dati contenuti nelle tabelle o in altre query che costituiscono il database. Danno delle risposte immediate.
La maschera è un’interfaccia grafica che permette di consultare e di inserire i dati in modo semplice e agevole. Può consentire anche ricerche, ordinamenti e calcoli con dati ottenuti da una o più tabelle. Con la creazione delle maschere si possono limitare i campi che possono essere visti o modificati.
Il report permette di presentare le informazioni del database(tabelle e query) e di riepilogare i dati impostandoli in un formato adatto alla stampa.
Nei report possono essere inserite delle immagini e dei grafici.
5.2.2.2 Cambiare modalità di visualizzazione di una tabella, una query, una maschera,un report.
TABELLA:
VISUALIZZAZIONE STRUTTURA:
mostra la struttura della tabella. I campi distribuiti in righe costituiscono i campi, mentre nel passaggio in visualizzazione le righe costituiscono i record.
Nella struttura della tabella si definiscono:
i nomi dei campi
il tipo di dati che dovranno contenere e una breve descrizione (quest’ultima facoltativa)
il campo chiave primaria
le proprietà che ogni campo deve avere (dimensione,Valido se…)
N.B. una tabella precedentemente creata contenente già dei record è possibile aggiungere ulteriori campi o rimuoverne alcuni.
FOGLIO DATI:
la visualizzazione del foglio di dati, visualizza tutto il contenuto, ovvero i record della tabella.
In questa modalità è possibile effettuare:
l’inserimento di nuovi record
ordinare i record rispetto a un campo
filtrare i dati
nascondere campi o eliminarli
applicare formattazioni al testo o al layout della tabella (come per esempio il colore del carattere, la larghezza delle colonne).
QUERY:
VISUALIZZAZIONE STRUTTURA:
la finestra, è divisa in due parti.
Nella parte superiore vengono visualizzate le tabelle o questi cu cui si basa l’interrogazione. Nella parte inferiore viene definita la query: è definita una griglia in cui inserire i campi, anche di tabelle diverse, da includere nell’interrogazione, per ognuno è possibile stabile dei criteri precisi.
VISUALIZZAZIONE FOGLIO DATI:
in questa visualizzazione vengono mostrati i risultati della ricerca appena effettuata. Vedi passaggio 5.1.1.3.
MASCHERE:
VISUALIZZAZIONE STRUTTURA:
le maschere si creano in modalità struttura, la maschera permette di modificare, aggiungere, eliminare controlli ( questi rappresentati da caselle di testo).
In questa modalità è possibile modificare la disposizione e le proprietà dei campi e dei controlli.
VISUALIZZA MASCHERA:
visualizza i campi e i record con il tipi di layout impostato in fase di creazione di essa.
In questa fase è possibile :
inserire nuovi record
modificare o eliminare record
ordinare i record rispetto a un campo
filtrare i dati.
REPORT:
VISUALIZZAZIONE STRUTTURA:
mostra il report in cui è possibile modificare, aggiungere o eliminare campi e controlli, raggruppare i livelli..
ANTEPRIMA DI STAMPA:
visualizza i report così come sarà stampato.
5.2.2.3 Eliminare una tabella, una query, una maschera, un report.
È semplicissimo, prendiamo in esame la tabella:
selezioniamo la tabella, tasto destro e selezioniamo la voce Elimina
oppure selezioniamo la tabella, dal menù modifica selezioniamo la voce Elimina.
5.2.2.4 Navigare tra i record di una tabella, di una query, di una maschera.
Per navigare tra i record di una tabella e di una maschera esistono dei pulsanti di navigazione che consentono di muoversi tra i record e permettono di posizionarsi su uno specifico record e di inserirne nuovi.
I pulsanti di navigazione sono posti nella parte inferiore della finestra della tabella e della maschera.
In alternativa si può andare nel menù Modifica e selezionare la voce Vai e si aprirà un menu a tendina con primo, ultimo, successivo, precedente e Nuovo record (quest’ultimo attivabile anche con la combinazione di dati CTRL ++).
5.2.2.5 Ordinare i record di una tabella, modulo, risultato di una query, in ordine numerico crescente o decrescente, e in ordine alfabetico crescente o decrescente.
Per ordinare una tabella in ordine alfabetico crescente o decrescente bisogna selezionare il campo da ordinare e fare clic sulla barra degli strumenti scegliendo rispettivamente uno dei due pulsanti .
Per ordinare una query in ordine crescente o decrescente bisogna:
1. creare la query mediante visualizzazione struttura
2. selezionare la tabella da caricare e fare clic su aggiungi e poi fare clic su aggiungi.
3. caricare le voci della tabella su cui effettuare una ricerca mirata (oppure inserire tutte le voci e poi togliere il segno di spunta presenta nella riga Mostra )
4. per ordinare la tabella, si possono selezionare il campo da ordinare e nella voce ordinamento scegliere crescente o decrescente.
Il modulo è uno degli oggetti del database di Access e rappresenta un insieme di dichiarazioni e routine scritte con il linguaggio Visual Basic (VB)memorizzate come una singola unità.
5.3.1.1 Inserire, eliminare record in una tabella.
Per costruire l’archivio si procede con l’inserimento dei dati, ovvero con la creazione dei record che costituiscono la tabella.
Per inserire i record si deve passare dalla visualizzazione struttura alla visualizzazione foglio dati, l’inserimento del record è possibile:
- fare clic nel campo della riga successiva
- premere invio o il tasto tab o utilizzare i tasti direzionali
- fare clic sul pulsante di navigazione tabella * Nuovo record
- oppure dal menu modifica/vai/nuovo record.
Per cancellare un record è possibile:
- posizionarsi in uno qualsiasi dei suoi campi e da menu Modifica selezionare Elimina record oppure ciccare sul pulsante X posto sulla barra degli strumenti.
- Selezionare il record facendo clic sul pulsante selettore di record, e poi fare clic con il tasto destro del mouse e scegliere Elimina record o Canc.
- Posizionare il cursore all’interno del record e da menu Modifica scegliere selezionare record e premere canc.
5.3.1.2 Inserire, modificare, eliminare dati in un record.
Per modificare dati o inserirne di nuovi bisogna aprire necessariamente la tabella in visualizzazione Foglio dati.
Per posizionarsi in un campo è possibile fare clic all’interno con il mouse oppure utilizzare le combinazioni di tasti.
COMBINAZIONE TASTI COSA FA:
tab o invio Nel campo destro
Shift + tab Nel campo a sinistra
Home
Nel primo campo del record in cui si è posizionati
Fine Nell’ultimo campo del record in cui si è posizionati
Freccia in su Nello stesso campo del record precedente
Freccia in giù Nello stesso campo del record successivo
Ctrl + freccia in su Nello stesso campo del primo record della tabella
Ctrl + freccia in giù Nello stesso campo dell’ultimo record della tabella.
Ctrl + home Nel primo campo del primo record della tabella
Ctrl + fine Nell’ultimo campo dell’ultimo record della tabella.
Per inserire dati in un record:
1. aprire la tabella da modificare
2. fare clic nel campo desiderato e digitare il testo e premere Tab per spostarsi nel campo successivo.
Per modificare dati in un record:
i dati inseriti in una tabella possono essere modificati e in base alla rettifica che bisogna apportare è necessario procedere alla selezione con una delle seguenti modalità:
1. posizionarsi sul bordo della cella e quando il mouse assume la forma di croce selezionare il contenuto.
2. fare clic a sinistra del primo carattere da modificare, tenendo premuto,trascinare il mouse per selezionare una parte del contenuto di una cella.
3. fare doppio clic su una parola.
4. ricordarsi dopo aver effettuato la modifica di salvare effettuando il salvataggio dal menu Record e scegliere Salva record.
Per eliminare dati contenuti in un record:
1. aprire a tabella in visualizzazione Foglio dati
2. selezionare i record da eliminare
3. premere Canc oppure operando con il menu Modifica e scegliere la voce Elimina.
5.3.2.1 Creare e assegnare un nome a una tabella e specificarne i campi con i relativi tipi di dati, quali: testo, numero, data/ora, si/no.
Per la soluzione del testo :
Vedi Punto 5.1.2.3
5.3.2.2 Applicare le proprietà dei campi , quali: dimensione del campo, formato numerico, formato data/ora, valore predefinito.
Per la soluzione del testo :
Vedi Punto 5.1.2.4
5.3.2.3 Creare una regola di validazione per numeri, data/ora, valuta.
L’impostazione delle regole di validazione nei campi consente e garantisce che i dati immessi rispettino il criterio stabilito.
Le regole di validazione si impostano nella tabella in visualizzazione struttura: occorre posizionarsi nel campo in cui si desidera stabilire la regola, e nell’area proprietà campo scheda Generale, procedere in questo modo:
1. in un campo di tipo Testo è possibile limitare il numero massimo di caratteri immessi; per esempio se vogliamo definire il CAP si può definire la dimensione 5. se vengono inseriti dei valori superiori a 5 Access riconosce che stai scrivendo una zona dove si ha superato il carattere massimo stabilito , per modificare passare dalla visualizzazione in Foglio dati a quella in struttura e al posto di 5 scrivere un valore più grande.
2. in un campo di tipo Numerico o Valuta si può stabilire che possano essere accettati solo valori uguali o superiori a una determinata cifra e in caso di errore visualizzare un messaggio di avviso all’utente. Il messaggio si errore si digita il messaggio andando nella proprietà campo alla voce Messaggio errore.
3. in un campo di tipo Data/ora è possibile limitare l’inserimento di date relative a uno specifico periodo.
5.3.2.4 Comprendere le conseguenze quando si modificano i tipi di dati, le proprietà dei campi di una tabella.
Le dimensioni di un campo definiscono la quantità di byte che il programma rende disponibili per quel campo.
Quando si procede con la modifica di un campo è necessario prestare molta attenzione perché :
- l’aumento del valore inserito in Dimensione campo non crea problemi.
- Una diminuzione provoca solo un troncamento della parola, e quindi una perdita dei dati che superano il nuovo limite imposto.
5.3.2.5 Definire un campo come chiave primaria.
Appena si attribuisce a un campo la chiave primaria, Access provvede a modificarne le proprietà, ovvero a indicizzare il programma (crea un indice rispetto a quel campo)e lo vincola a non ammettere duplicati ( dati presenti in quel campo non possono ripertersi.
Se la chiave primaria non può garantire la non duplicabilità, la chiave primaria può essere anche associata a un set di campi.
5.3.2.6 Indicizzare un campo con, senza duplicati.
Quando si indicizza un campo è possibile scegliere se possa ammettere o meno duplicati. La procedura per indicizzare un campo con, senza duplicati avviene nel seguente modo:
- nella barra degli Oggetti fare clic su Tabelle, selezionare la tabella desiderata e fare clic sul pulsante Struttura.
- Posizionarsi nel campo da indicizzare o fare clic sul relativo pulsante selettore di riga.
- In proprietà campo, scheda Generale, fare clic nella riga Indicizzato, attivare il pulldown scegliere Si (Duplicati ammessi) per indicizzare il campo consentendo che al suo interno si ripetano dati uguali o Si (Duplicati non ammessi) per indicizzare il campo e non permettere l’inserimento di valori ripetuti.
5.3.2.7 Inserire un campo in una tabella esistente.
Per inserire un campo in una tabella già esistente bisogna:
1. selezionare la tabella e poi tasto destro e scegliere la voce Visualizza struttura.
2. operare sul pulsante selettore di record selezionare la riga al di sopra della quale inserire il nuovo campo; fare clic poi con il tasto destro del mouse e selezionare la voce Inserisci righe (oppure andare sul menu Inserisci/righe)
3. digitare il nome da assegnare a nuovo campo , specificare il tipo di dato e nelle proprietà, nella scheda Generale assegnare le proprietà desiderate.
5.3.2.8 Modificare l’ampiezza delle colonne di una tabella.
Per modificare l’ampiezza delle colonna è necessario aprire la tabella in Visualizzazione Foglio Dati.
Ecco come procedere per modificare le colonne:
1. aprire la tabella in formato Visualizzazione foglio dati
2. puntare il mouse nell’intestazione di colonna e quando assume la forma di una freccia nera fare clic per selezionare la colonna
3. da menu Formato scegliere la voce Larghezza colonne.
4. digitare il valore desiderato, oppure fare clic su Adatta per adeguare la larghezza della colonna alla cella con il contenuto più lungo.
5. fare clic su OK per confermare le scelte.
Si può modificare l’ampiezza di una colonna operando sull’elemento separatore.
Per modificare l’ampiezza di una colonna posizionare il mouse dell’elemento separatore di colonna, e quando il puntatore assume la forma di una barra verticale con la freccia a doppia punta premere il tasto sinistro e trascinare fino al punto desiderato e rilasciare.
5.4.1.1 Usare il comando di ricerca per trovare una parola, un numero, una data specificati in un campo.
Nelle tabelle così come per le maschere la ricerca di una singola informazione o di tutte le sue ricorrenze avviene utilizzando il comando trova.
La procedura per fare ciò è la seguente:
1. Selezionare la tabella desiderata e aprila
2. dal menu Modifica selezionare il pulsante Trova o premere la combinazione di dati CTRL + T.
3. Digitare il termine da ricercare e impostare i criteri nelle caselle:
- cerca in per limitare la ricerca al campo in cui si trova il cursore o espanderla a tutti i campi di cui si compone la tabella.
- Confrontare per cercare quanto digitato come:
- parte del campo (restituirà tutti i campi che includono la parola inserita nella casella Trova)
- Campo intero (restituirà tutti i campi che contengono esattamente il testo digitato)
- Inizio del campo (che restituirà tutti i campi che iniziano con la parola digitata nella casella Trova).
4. Fare clic su Trova successivo per ottenere la selezione della prima occorrenza del dato; operare nuovamente su questo pulsante per trovare le successive. Se non trova niente Access mostra un messaggio di avviso con il quale informa che non sono stati trovati elementi.
Importante con il comando Trova l’utilizzo di caratteri jolly.
Il comando trova proibisce l’uso di operatori logici quali <, > o =.
5.4.1.2 Applicare un filtro ad una tabella, maschera.
In una tabella o maschera i filtri permettono di decidere quali record visualizzare e quali nascondere e il risultato della selezione può anche essere salvato attraverso la creazione di una query.
Il filtro può essere applicato solo su un singolo oggetto, tabella o maschera, e non come le query; e può visualizzare solo record e non campi.
I filtri che si trovano sulla barra degli strumenti sono:
- filtro in base a selezione, che consente di filtrare i dati impostando un solo criterio di ricerca per volta.
- Filtro in base a maschera, che permettere di filtrare i dati impostando più criteri di ricerca contemporaneamente.
Il filtro ad esclusione selezione è possibile impostare il criterio di ricerca per escludere dalla visualizzazione tutti i record che lo contengono.
Il pulsante applica/rimuovi filtro si utilizza per applicare un Filtro in Base a maschera e per rimuovere le diverse tipologie di filtri applicate.
5.4.1.3 Eliminare l’applicazione di un filtro da una tabella, maschera.
Per eliminare il filtro applicato e quindi per ritornare a visualizzare tutti i record memorizzati in tabella o in maschera bisogna operare nel seguente modo:
1. posizionarsi all’interno di qualsiasi campo della tabella o della maschera
2. fare clic sul menu Record e selezionare la voce Rimuovi filtro/Ordina.
Se si chiude la maschera o la tabella in cui si è applicato un filtro, pur confermando il salvataggio delle modifiche , il programma provvederà a rimuoverlo automaticamente.
5.4.2.1 Comprendere che una query viene utilizzata per estrarre e analizzare dei dati.
Il significato di Query deriva dall’inglese interrogazione, e significa interrogare il database e permette di eseguire ricerche ed estrapolazioni sui dati memorizzati nelle tabelle in base a specifici criteri definiti dall’utente.
5.4.2.3 Creare e salvare una query su due tabella usando dei criteri di ricerca assegnati.
Con la creazione di una query avviene mediante una creazione guidata.
1. selezionare la voce Query dalla barra degli Oggetti
2. selezionare la voce creazione mediante creazione guidata
3. selezionare la voce Tabelle/query e nel menu a tendina la tabella dove costruire la query.
4. selezionare i singoli campi facendo clic sul pulsante con una sola freccia, mentre se vogliamo portarli tutti selezioniamo il pulsante con la doppia freccia e fare clic su Avanti.
5. selezionare se creare una query di Dettaglio (visualizza tutti i record) o una query di Riepilogo (selezionare le Opzioni di riepilogo per operare le scelte desiderate) e fare clic su Avanti
6. digitare il nome da assegnare alla Query oppure mantenere quello proposto dal programma. Poi confermare tutto e aprire la query per la visualizzare le informazioni per ottenerla in Visualizzazione Foglio dati oppure per modificare la struttura bisogna aprirla in visualizzazione struttura.
7. fare clic su fine.
5.4.2.4 Aggiungere criteri ad una query utilizzando i seguenti operatori: = (uguale), <>(diverso), <(minore di), <=(minore di o uguale a), >(maggiore di), >=(maggiore di o uguale a ).
Nella query in visualizzazione struttura, si possono impostare criteri in più campi la cui sintassi dipende dal tipo di dato presente nel campo.
Con tipo di dato TESTO il criterio da digitare è una stringa di testo che deve essere scritta esattamente come si presenta in Tabella. Nella stringa di testo possono essere utilizzati i caratteri jolly ?(per rappresentare un solo carattere) e * (per rappresentare un numero infinito di caratteri).
Con tipo di dato NUMERICO o VALUTA il criterio da inserire è il numero stesso che può essere combinato con gli operatori >, <, =, <>, >=, <=. Con tipo di dato Si/No il criterio da inserire è Si(è vero) o no (Falso). È una variabile di tipo booleana. Con tipo di dato DATA il criterio da digitare è la data stessa preceduta e seguita da # che può essere combinato con gli operatori, maggiori, minore, uguale, diverso… . 5.4.2.5 Aggiungere criteri ad una query utilizzando uno o più dei seguenti operatori logici: AND, OR, NOT. Anche questi operatori vengono utilizzati nella visualizzazione struttura nei criteri. And si usa solo e solo se entrambe le condizioni devono essere soddisfatte (vere). Or si usa quando una delle due condizioni deve essere soddisfatta. Not si usa quando viene restituito l’opposto logico della condizione. 5.4.2.6 Utilizzare un carattere jolly in un query: *, %, ? o _ . Nella stringa di testo possono essere utilizzati i caratteri jolly: * per rappresentare un numero infinito di caratteri % è usato in VB ed è l’equivalente in Access dell’ * ? per rappresentare un solo carattere _ corrisponde a uno qualsiasi dei caratteri di un intervallo. È necessario specificare l'intervallo in ordine crescente (dalla a alla z, non dalla z alla a). # corrisponde a qualsiasi carattere numerico 5.4.2.7 Modificare una query: aggiungere, modificare, eliminare dei criteri per modificare una query aggiungendo ulteriori criteri bisogna: 1. fare clic su Query presenti nella barra degli oggetti 2. selezionare la query da modificare e dare clic sul pulsante struttura 3. posizionarsi nella riga Criteri del campo desiderato, e inserire l’ulteriore parametro e dare clic sul pulsante visualizza per ottenere a video il risultato dell’interrogazione. 4. sulla barra degli strumenti fare clic sul pulsante visualizza per tornare alla visualizzazione struttura e impostare eventuali e ulteriori criteri. Per modificare una query eliminando criteri bisogna: 1. fare clic su Query presenti nella barra degli oggetti 2. selezionare la query da modificare e dare clic sul pulsante struttura 3. nella riga criteri del campo desiderato selezionare il parametro da eliminare e premere Canc. 4. fare clic sul pulsante visualizza per mostrare il risultato dell’interrogazione. 5.4.2.8 Modificare una query: aggiungere, eliminare, spostare, nascondere, visualizzare dei campi. Per aggiungere i campi a una query bisogna: 1. aprire la query in visualizzazione Struttura 2. fare doppio clic sul campo della tabella da aggiungere alla interrogazione. Per eliminare i campi da una query bisogna: 1. aprire la query in visualizzazione Struttura 2. posizionare il mouse sul selettore di colonne del campo da eliminare e quando il puntatore assume la forma di una freccia nera verso il basso fare clic per selezionarlo. 3. prendere il tasto Canc oppure dal menu Modifica selezionare la voce Elimina. Spostare campi in una query bisogna: 1. aprire la query in visualizzazione struttura 2. posizionare il mouse sul selettore di colonne del campo da spostare e fare clic per selezionarlo. Se si desidera spostare più campi adiacenti selezionare il primo e trascinare il mouse per espandere la selezione in modo da comprendere anche gli altri. 3. puntare il mouse sul selettore di colonne del campo selezionato, fare clic, trascinare e rilasciare nel punto desiderato. Nascondere, mostrare campi in una query bisogna: quando in una query si inseriscono campi, nella casella di controllo della riga Mostra è presente la spunta che ne determina la presenza in Visualizzazione Foglio dati: affinché il campo venga nascosto, dare clic nella relativa casella di controllo per deselezionarla. Questa operazione si rivela molto utile quando è necessario impostare un criterio di ricerca su un campo, che però non si desidera visualizzare nel risultato della query. 5.4.2.9 Eseguire una query. Ogni volta che si apre una query in visualizzazione Foglio Dati l’interrogazione viene eseguita automaticamente e mostra i risultati. È necessario operare sul pulsante con il punto interrogativo rosso Esegui su visualizza presente sulla barra degli strumenti, e vedere il risultato prima di procedere al salvataggio delle modifiche. 5.5.1.1 Capire che una maschera viene usata per visualizzare e gestire i record. L’inserimento dei dati nelle tabelle avviene spesso attraverso l’uso di maschere che si pongono quale interfaccia fra l’oggetto tabella e l’utente. Le maschere sono utilizzate, oltre che per immettere dati, anche per consultare, ordinare, filtrare o ricercare record presenti in un database. Le maschere si rilevano maggiormente utili quando le tabelle assumono dimensioni notevoli in quando eliminano il disagio di agire di continuo sulla tastiera o sulle barre di scorrimento per aggiungere nuovi record o consultare quelli presenti. 5.5.1.2 Creare e assegnare un nome ad una maschera. Per creare e assegnare un nome ad una maschera occorre seguire attentamente i seguenti passaggi: 1. nella barra degli oggetti selezionare Maschere 2. fare doppio clic su Crea una maschera mediante creazione guidata 3. operare sul pulldown della casella Tabelle/query e selezionare l’oggetto su cui costruire la maschera. 4. selezionare ogni campo da includere nella maschera e per ciascuno fare clic sul pulsante >. Per inserire tutti i campi presenti nella tabella di riferimento fare clic sul pulsante >> senza selezionarli. Fare clic su avanti.
5. scegliere il layout desiderato e fare clic su avanti. ( esistono 2 tipi di layout: tabulare, per visualizzare più record nella stessa videata;foglio dati, per presentare i record in tabella).
6. nell’elenco selezionare lo stile da applicare (società, internazionale, ecc.) e fare clic su avanti.
7. nella casella digitare il nome da assegnare alla maschera, oppure non intervenire per mantenere quello stabilito dal programma.
5.5.1.3 Utilizzare una maschera per inserire i record.
Per inserire i record è facilissimo, basta posizionarsi nelle “celle” che identificano il campo e inserire i valori, se già esistono dei dati fare clic sul pulsante * che sta a indicare la creazione di un nuovo record, ed è situato in fondo alla maschera in visualizzazione.
5.5.1.4 Utilizzare una maschera per eliminare i record.
Per eliminare i record bisogna aprire la maschera andare sul menu modifica e scegliere la voce seleziona tutti i record e sempre su modifica scegliere la voce elimina record.
5.5.1.5 Utilizzare una maschera per inserire, modificare, eliminare dati di un record.
Per inserire record attraverso una maschera:
1. nella barra degli strumenti Oggetti selezionare maschere
2. fare doppio clic sulla maschera desiderata
3. inserire il nuovo record facendo:
- ultimo record ovvero facendo clic sul simbolo *
- da menu inserisci e scegliere la voce Nuovo record
- da menu modifica scegliere Vai /nuovo record
- premere la combinazione di tasti Ctrl e + .
4. nel primo campo digitare il dato e premere da tastiera il tasto Tab o invio per spostarsi al campo successivo.
5. completare l’inserimento di tutti i campi e procedere poi dal punto 3 per creare nuovi record.
Modificare record attraverso una maschera:
1. nella barra degli Oggetti selezionare la voce Maschere
2. fare doppio clic sulla maschera desiderata
3. utilizzando i pulsanti di navigazione, selezionare il contenuto e digitare i
nuovi dati, per registrare la modifica del campo, bisogna andare nel menu
Record e scegliere Salva record. Il salvataggio viene eseguito comunque in
automatico nel momento in cui si passa a un altro record.
Cancellare record attraverso una maschera:
1. nella barra degli Oggetti selezionare la voce Maschere
2. fare doppio clic sulla maschera desiderata
3. utilizzare i pulsanti di navigazione per posizionarsi nel record da eliminare e da menu modifica selezionare elimina record.
4. microsoft access manda un messaggio e facciamo clic su Si per confermare l’eliminazione , che sarà definitiva.
5.5.1.6 Inserire, modificare testo nell’intestazione, piè di pagina di una maschera.
In una maschera è possibile aggiungere nella parte superiore un titolo , mentre nella parte inferiore un’annotazione (numero di pagina, data ecc.) che si presentano in automatico in tutti i record visualizzati.
Per inserire una intestazione o un piè di pagina è necessario operare in visualizzazione struttura. In questa modalità la maschera si presenta come una griglia su cui sono disposti i diversi campi immessi in fase di creazione , ognuno con la relativa casella in cui visualizzare il testo inserito.
Per inserire dati nell’intestazione e nel piè di pagina si procede nello stesso identico modo, ma con un’unica differenza:
l’intestazione è posta in alto e il piè pagina in basso, dopo il corpo della maschera.
1. aprire la maschera in visualizzazione struttura
2. da menu Visualizza scegliere la voce intestazione e piè di pagina
3. il programma attiva la casella degli strumenti
4. posizionare il mouse sulla linea di demarcazione fra Intestazione maschera e Corpo e, quando il puntatore assume la forma di una bacca con una freccia a doppia punta , fare clic e trascinare in basso per mostrare lo spazio in cui inserire l’intestazione.
5. nella barra Casella degli strumenti attivare il pulsante Aa Etichetta , posizionarsi nella zone Intestazione maschera fare clic, tenere premuto e trascinare in diagonale per tracciare l’are, quindi digitare il testo .
fare clic sul pulsante Visualizza per vedere il testo inserito nell’intestazione o nel piè pagina.
5.6.1.1 Capire che il report viene utilizzato per stampare informazioni selezionate da un tabella, query.
Il report è l’oggetto del database preposto alla stampa dei dati. Permetti di presentare il contenuto di tabelle o query con una particolare formattazione e, sui dati presenti, consente di eseguire raggruppamenti e produrre calcoli.
La creazione del report può avvenire seguendo diversi percorsi, che offrono differenti opportunità di personalizzazione.
Nella visualizzazione struttura è possibile modificare la formattazione e le proprietà degli oggetti in esso presenti.
5.6.1.2 Creare e assegnare un nome ad un report basato su una tabella, query.
Creiamo il report mediante una creazione guidata:
1. nella barra degli oggetti selezioniamo Report.
2. fare doppio clic su Crea un report mediante una creazione guidata.
3. operare sul pulldown della casella di riepilogo tabelle/query e selezionare l’oggetto su cui costruire il report.
4. selezionare ogni campo che si desidera includere nel report e per ciascuno fare clic sul pulsante >. Per includere tutti i campi presenti nella tabella di riferimento, senza selezionarli fare clic su >>. Fare clic su avanti.
5. se si desidera raggruppare i record rispetto a un certo campo è necessario selezionarlo nella parte sinistra della finestra e fare clic sul pulsante >. Fare clic su avanti
6. all’interno di ciascun gruppo è possibile ordinare i record in base uno o più campi: fare clic sul pulldown della casella 1 e selezionare il campo desiderato. Fare clic su Avanti
7. scegliere il layout desiderato e fare clic su avanti
8. nell’elenco selezionare lo stile da applicare (società, internazionale, ecc.) e fare clic su avanti
9. nella casella digitare il nome da assegnare al report, oppure non intervenire per lasciare quello proposto dal programma. Fare clic su fine. Si aprirà in automatico la videata del report.
5.6.1.3 Modificare la collocazione dei campi di dati e le intestazioni all’interno di un report.
Se dobbiamo apportare delle modifiche al report perché l’aspetto estetico non ci soddisfa, apriamo il report in visualizzazione struttura.
Con questa modalità possiamo modificare lo stile di formattazione applicata al report.
Su ogni oggetto presente nella griglia è possibile richiamare il comando proprietà che permette di intervenire in modo specifico su ogni caratteristica dell’elemento selezionato.
Per modificare la collocazione dei campi ecco la procedura:
1. aprire il report in visualizzazione struttura
2. nella zona dell’intestazione di pagina sono presenti le etichette delle intestazioni dei campi; fare clic sull’etichetta che si desidera modificare.
3. da menu visualizza scegliere la voce Proprietà
4. nella scheda formato posizionarsi nella casella delle proprietà da modificare, apportare le correzioni desiderate(larghezza, posizioni decimali..) e fare clic sul pulsante chiudi.
5. nella zona corpo sono presenti le caselle di testo dei campi : fare clic sul campo da modificare.
6. da menu visualizza scegliere proprietà , nella scheda Formato posizionarsi nella casella delle proprietà da modificare e anche qui apportare le correzioni desiderate.
5.6.1.4 Presentare campi specifici in un report raggruppati per somma, minimo, massimo, media, conteggio, con punti di interruzione adeguati.
Access offre l’opportunità di eseguire dei calcoli nel piè di pagina di ogni gruppo creato.
Per presentare la somma di valori memorizzati in un campo:
1. aprire il report in visualizzazione struttura
2. fare clic sul pulsante posto nella barra degli strumenti, raggruppamento e ordinamento
3. posizionarsi nel campo in cui è stato impostato il raggruppamento e nelle Proprietà gruppo operare sul pulldown della casella Piè di pagina e selezionare Si: nel report viene creata l’area Piè di pagina.
4. nella Casella degli strumenti fare clic sul comando etichetta, posizionarsi nel Piè di Pagina, e tenere premuto e trascinare per creare l’area in cui ottenere i risultati.
5. modificare il titolo che l’etichetta riporta, in quanto access fornisce un nome, posizionarsi e selezionare il testo , e digitare una breve descrizione di quello che sarà il suo contenuto della casella di testo presente alla sua destra con la scritta “non associato”.
6. selezionare la casella di testo Non associato e fare clic sulle proprietà dal pulsante presente nella barra degli strumenti.
7. nella scheda Dati posizionarsi nella casella Origine controllo, digitare la sintassi dell’operazione = Somma ([variabile]), dove: somma sta a indicare l’operazione da eseguire e variabile il nome del campo che contiene i dati oggetto del calcolo; chiudere la finestra.
8. attivare l’anteprima di stampa per vedere il risultato.
Presentare ilo valore minimo memorizzato in un campo:
1. ripetere tutti i passaggi fino al punto 6 dell’operazione sopra svolta.
2. selezionare la casella di testo Non associato e da menu Visualizza /proprietà; nella scheda Dati posizionarsi nella casella Origine controllo, digitare la sintassi dell’operazione = Min ([variabile]) per estrapolare, il ogni raggruppamento, il minore.
3. attivare l’anteprima di stampa
presentare il massimo valore memorizzato in un campo:
1. ripetere tutti i passaggi fino al punto 6.
2. selezionare la casella di testo Non associato e da menu Visualizza /proprietà; nella scheda Dati posizionarsi nella casella Origine controllo, digitare la sintassi dell’operazione = Max([variabile]) per estrapolare, il ogni raggruppamento, il maggiore.
3. Attivare l’anteprima di stampa
presentare il valore medio fra quelli contenuti in un campo:
1. ripetere tutti le operazioni descritte fino al passaggio 6
2. selezionare la casella di testo Non associato e da menu Visualizza /proprietà; nella scheda Dati posizionarsi nella casella Origine controllo, digitare la sintassi dell’operazione = Media([variabile]) per calcolare, in ogni raggruppamento, il costo medio.
3. attivare l’anteprima di stampa
presentare il numero di record presenti in un gruppo:
1. ripetere tutte le operazioni descritte fino al passaggio 6
2. selezionare la casella di testo Non associato e da menu Visualizza /proprietà; nella scheda Dati posizionarsi nella casella Origine controllo, digitare la sintassi dell’operazione = Conteggio([variabile]) per contare il numero di record presenti in un raggruppamento.
3. attivare l’anteprima di stampa
5.6.1.5 Inserire, modificare il testo nell’intestazione, piè di pagina di un
Report.
A un report è possibile aggiungere un’intestazione e un piè di pagina che si presenta in automatico sia in visualizzazione , sia nella stampa.
Per inserire l’intestazione e il piè pagina è necessario operare in visualizzazione struttura.
Per inserire l’intestazione :
1. selezionare il report da modificare e aprirlo in visualizzazione struttura.
2. da menu Visualizza scegliere Int./piè di pagina report
3. nella barra Casella degli strumenti attivare il pulsante etichetta Aa, posizionarsi nella zona intestazione report,fare clic, e trascinare in diagonale per tracciare l’area e digitare il testo.
Per inserire il piè pagina:
1. selezionare il report da modificare e aprirlo in visualizzazione struttura.
2. da menu Visualizza scegliere Int./piè di pagina report
3. nella barra Casella degli strumenti attivare il pulsante etichetta Aa, posizionarsi nella zona piè di pagina report,fare clic, e trascinare in diagonale per tracciare l’area e digitare il testo.
4. fare clic sul pulsante visualizza per passare in Anteprima di stampa e vedere il testo inserito così come sarà stampato.
Per modificare il testo nell’intestazione e nel piè di pagina di un report bisogna:
1. aprire il report da modificare in visualizzazione struttura e
2. dare clic sull’etichetta presente nell’area intestazione report o piè di pagina report , per selezionarla.
3. posizionare il cursore all’interno dell’etichetta, selezionare il testo da modificare e digitare quello desiderato.
4. fare clic sul pulsante visualizza per passare all’anteprima di Stampa per vedere il testo inserito cos’ come si presenterà nel report.
5.6.1.6 Esportare una tabella, il risultato di una query in formato foglio di calcolo, testo (.txt,.cvs), XML all’interno di un’unità disco.
Per esportare dati da una tabella( o da una query):
1. dalla finestra del database selezionare Tabelle e quindi la tabella da esportare.
2. dal menu file scegliere esporta..
3. nel programma di esportazione guidata scegliere file di testo e quindi Esporta..
4. il programma di esportazione permette di sceglie tra due formati di file di testo: con campi separati da un delimitatore, oppure con campi a larghezza fissa e, in una successiva finestra, richiede di precisare il carattere da adottare come separatore dei campi e il qualificatore di testo.
5. al termine della procedura il file di testo viene creato nella directory e con il nome precisati.
La procedura guidata per esportare i dati in Excel richiede di precisare, oltre al formato dei dati, solo il nome del file e della directory nella quale salvare il file esportato.
5.6.2.1 Modificare l’orientamento(verticale, orizzontale) di una tabella, maschera, risultato di una query, report. Modificare le dimensioni della carta.
Da menu file scegliere imposta pagina e attivare la scheda pagina.
Nella zona orientamento dare clic sull’opzione desiderata (orizzontale o verticale)
Nell’are foglio fare clic sul pulldown della casella dimensioni e scegliere il formato di carta che si decide utilizzare. E infine fare clic su OK.
5.6.2.2. Stampare una pagina, record selezionato/selezionati, tabella completa.
In una tabella è possibile stampare alcune pagine, singoli record, o tutte le pagine.
Per stampare una pagina di una tabella bisogna procedere nel seguente modo:
1. selezionare e aprire la tabella cui si desidera stampare alcune pagine.
2. da menu file scegliere Stampa
3. Nell’area intervallo Stampa fare clic sul pulsante di opzione pagine, nella casella DA digitare la prima pagina dell’intervallo di stampa e nella casella A l’ultima. Nell’area copie operare sui pulsanti della casella numero di copie per specificare il numero desiderato. Se richiesta la stampa di più copie, la presenza della spunta Fascicola permette di ottenere la serie successive di pagine per ogni copia richiesta.
4. fare clic sul pulsante imposta nelle caselle della scheda margine, selezionare i valori presenti e sostituirli con quelli desiderati.
5. per non ottenere nella stampa le intestazioni presenti nella tabella, deselezionare la casella di controllo intestazioni e confermare con OK.
6. nella finestra stampa fare clic su OK per attivarne il processo.
Per stampare uno o più record bisogna:
1. aprire la tabella di cui si desidera stampare solo alcuni record
2. fare clic sul selettore del primo record da stampare e trascinare verso il basso per espandere la selezione fino a comprendere tutti i record desiderati
3. da menu file scegliere stampa e nella zona intervallo di Stampa dare clic sul pulsante di opzione Record selezionato/i.
4. fare clic su OK per confermare le scelte e avviare il processo di stampa.
Per stampare tutto bisogna :
1. aprire la tabella di cui si desidera stampare solo alcuni record
2. menu file scegliere stampa
3. fare clic su OK
